Inverno in Sardegna: tutto sui posti da visitare

Inverno in Sardegna, i posti da visitare. Mamoiada, Mamuthones

Riti, tradizioni e mete per l'inverno in Sardegna

Lo sappiamo, potrebbe sembrare strano voler trascorrere una vacanza in inverno in Sardegna.
In realtà, questa isola serba sempre delle sorprese ed è ricca di attrazioni, eventi e cose da fare in ogni stagione, perfino durante quella invernale.

• Sciare in Sardegna.

Probabilmente, se siete amanti della settimana bianca, la Sardegna non è la meta più indicata per voi… anche se, ad onore del vero, esiste un comprensorio sciistico distribuito sui territori di Fonni, Villagrande Strisaili e Desulo. Sorpresi?
Le principali piste di discesa si trovano sulla vetta del Bruncu Spina, parte del massiccio del Gennargentu, e si sviluppano per diversi chilometri nel cuore della provincia di Nuoro, con tanto di impianti di risalita.
La stagione sciistica dura dai 2 ai 3 mesi, solitamente da dicembre a marzo, mesi in cui si verificano abbondanti nevicate, richiamando diverse migliaia di appassionati sardi e non.

• Visitare siti archeologici.

Le possibili attrazioni in Sardegna d'inverno non si limitano di certo alle attività nelle stazioni sciistiche.
La stagione fredda si presta particolarmente alla visita dei siti archeologici, distribuiti in lungo ed in largo su tutta l’isola, da inserire eventualmente in itinerari di trekking e salutari passeggiate all’aria aperta.

In Sardegna si contano tra i 7.000 e gli 8.000 Nuraghi: massicce torri tronco coniche risalenti all’età del bronzo, costruite con massi di pietra di diverse dimensioni, utilizzando tecniche costruttive rivoluzionarie per l’epoca.
Diversi villaggi nuragici sono stati portati alla luce mediante imponenti scavi archeologici, e risultano perfettamente conservati. Vi suggeriamo caldamente di visitare uno dei complessi maggiori. A seconda di dove vi troverete, avrete sicuramente un sito archeologico nelle vicinanze: Nuraghe Arrubiu, Palmavera, Santu Antine, Su Nuraxi, Sa Prisgiona, Nuraghe Losa, Riu Mulinu, eccetera.
Per cogliere l’essenza di tali imponenti monumenti e l’affascinante cultura nuragica, è bene affidarsi ad una guida esperta, che vi farà conoscere una civiltà evolutissima, di cui si è parlato troppo poco in passato.

Altri importanti monumenti, di epoca preistorica o nuragica, di enorme interesse e dal fascino magnetico, che vale la pena visitare, sono le Domus de Janas, i Pozzi Sacri e le Tombe dei Giganti. Anche per scoprire tali monumenti è bene affidarsi a esperte guide archeologiche.
Discorso a parte, lo meritano le magnetiche e imponenti statue dei Giganti di Monte Prama. Di cui abbiamo già parlato a proposito delle leggende e miti sardi.

• Partecipare ai festeggiamenti del “Karrasegare” in Sardegna.

I mesi di gennaio e febbraio in particolare, oltre ad essere tra i più freddi periodi dell’anno, serbano importanti e sorprendenti eventi legati al Karrasegare: il Carnevale.

Sono di enorme interesse ad esempio le manifestazioni ed i riti propri del Carnevale barbaricino, che mescola sacro e profano. Tale periodo dell’anno assume un grandissimo valore antropologico e socio-culturale, a causa della forte impronta identitaria che ha sulle popolazioni locali.
L’inizio del carnevale in Barbagia è sancito dalle danze rituali dei figuranti mascherati, che si svolgono il 16 gennaio, alla vigilia della festa di Sant’Antonio Abate, intorno ai fuochi rituali che vengono accesi nelle piazze dei centri barbaricini.
Diversi paesi hanno le proprie maschere tradizionali.
Le maschere e la sfilata più conosciute, anche oltre i confini isolani, sono quelle proprie del paese di Mamoiada, che festeggia l’inizio del Carnevale il 17 di Gennaio, e dove le figure antropomorfe dei Mamuthones, accompagnate dagli Issohadores inscenano una sfilata suggestiva.

La tradizione prevede che dodici Mamuthones (uno per ogni mese dell’anno), impersonati da vigorosi figuranti locali, procedano a passo ritmato, in due file parallele. I passi solenni e l’incedere a balzi dell’imponente figura ricoperta di pelli nere d’ovino, fanno risuonare fragorosamente i campanacci da bestiame allacciati sulle spalle, del peso all’incirca di 25 Kg.
I Mamuthones hanno il volto coperto dalle viseras, tradizionali maschere nere di legno di pero dai lineamenti grotteschi, intagliate da artigiani locali e spesso dai Mamuthones stessi, dalla quale si intravedono soltanto gli occhi penetranti dei figuranti. Essi indossano inoltre il caratteristico fazzoletto sul capo, detto Muncadore, annodato sotto al mento.
Il loro incedere ha un forte potere magnetico, incutendo nello stesso tempo timore nei presenti: appena i Mamuthones appaiono nel bel mezzo della festa cala un religioso silenzio, la folla si scansa per lasciare spazio ai figuranti ed i bambini scappano impauriti.

Il rituale è completato da un altro costume, stavolta colorato (colori dominanti sono il rosso ed il bianco), degli otto Issohadores. Essi procedono accanto ai Mamuthones, che sorvegliano ed a cui dettano il passo. Inoltre gli Issohadores catturano scherzosamente gli spettatori, mediante un laccio di vimini detto "sa soha", lanciato a mo’ di lazo su figuranti e folla che assiste alla sfilata dei Mamuthones.
Anche gli Issohadores indossano una maschera di legno, detta “sa visera ‘e santu”, dipinta di bianco e dai lineamenti più delicati, in antitesi rispetto a quella nera coi tratti rozzi dei Mamuthones.

Altri paesi dell’interno della Sardegna hanno le proprie maschere antropomorfe ed i propri rituali propiziatori, che potete scoprire trascorrendo i giorni del Carnevale in Sardegna. Vi segnaliamo su tutte i Boes e Merdùles di Ottana ed Thurpos di Orotelli.

In altri comuni sardi, distanti dalla provincia di Nuoro e dalla tradizione atavica del Carnevale barbaricino, si festeggia in maniera suggestiva. Interessante risulta essere l’antichissimo “Karrasegare Osinku”: peculiare carnevale della cittadina marittima di Bosa, sulla costa ovest della Sardegna.
Uno dei nostri modi preferiti di festeggiare il carnevale, consiste nell'assistere alla spettacolare e suggestiva manifestazione equestre della
Sartiglia di Oristano. Si tratta di una corsa alla stella a cavallo, che si corre l'ultima domenica e martedì di carnevale e che prevede rituali e coreografie meravigliosi.
Altri paesi sardi offrono festeggiamenti e manifestazioni più moderne e diffuse, con carri allegorici e danze che coinvolgono tutta la popolazione, come avviene ad esempio nel cuore della Gallura, a Tempio Pausania.

• Festeggiare Natale e Capodanno al mare in Sardegna.

Festeggiare il Natale ed il Capodanno in Sardegna potrebbe rivelarsi un’esperienza inaspettatamente interessante, soprattutto se scegliete una città o località costiera.
Svegliarsi il 25 Dicembre con una vista su un mare azzurro intenso, dopo aver trascorso la vigilia con i propri cari, oppure mescolandosi con gli ospitali abitanti dell’isola nei locali e nei mercatini natalizi, non ha prezzo.
Tra le località che offrono un’ottimale combinazione di tradizione e divertimento sul mare citiamo Alghero, Cagliari, Olbia e Castelsardo: città turistiche che solitamente prevedono anche un calendario di eventi ricchissimo per Capodanno, con manifestazioni varie e concerti in piazza di artisti di fama internazionale.
Inverno in Sardegna, i posti da visitare. Costa

Inverno in Sardegna, non solo mare: i percorsi turistici migliori

L’inverno in Sardegna è anche un periodo in cui si possono fare diverse escursioni o organizzare city break, più o meno lunghi.

• Visitare le città della Sardegna di inverno.

Alcune città della Sardegna sono così belle che vale la pena scoprirle anche in inverno. Considerate le temperature miti, che raramente scendono al di sotto dei zero gradi lungo le coste sarde, noi di Sardinia Unlimited suggeriamo di visitare le due città a nostro avviso più belle della Sardegna.

- Cagliari
Il Capoluogo della Sardegna è un centro moderno e vibrante, che nonostante tutto non ha perso il proprio carattere di crocevia del Mediterraneo, né snaturato le radici e tradizioni sarde.
La città merita di essere visitata per vari motivi: per la bellezza del centro storico, con gli edifici ed i monumenti di epoca pisano aragonese, per la vibrante scena culinaria di quartieri come La Marina e Castello, per le spiagge candide e i paesaggi da sogno dei colli e dei parchi periferici, oltre che per la cultura che si respira a pieni polmoni nei musei e negli edifici storici.
Sita nel Sud della Sardegna, al centro del Golfo degli Angeli, una visita alla città offre l’opportunità di abbinarvi la scoperta di tale bellissima zona: ville e case vacanza dove poter pernottare nel Sud della Sardegna non mancano.

- Alghero
La seconda città costiera da visitare assolutamente, anche nei mesi invernali è la città bianca di Alghero, centro nel nord ovest della Sardegna a forte vocazione catalana. Sia Cagliari che Alghero facevano parte delle cosiddette 7 città Regie della Sardegna (Cagliari, Sassari, Oristano, Iglesias, Alghero, Bosa e Castelsardo), che durante la dominazione aragonese godevano di privilegi esclusivi. Ciò si riflette pure nell’architettura e nella pianta di questa cittadina affascinante dell’area nord-ovest della Sardegna.
Alghero è la seconda città per grandezza della zona definita Città Metropolitana di Sassari, dopo il Capoluogo Sassari. Riveste inoltre grande importanza strategica per l’economia ed il turismo grazie alla presenza dell’aeroporto internazionale, che assieme ai porti commerciale e turistico di Porto Torres costituisce l’hub del nordest.

Il motivo principale per cui suggeriamo di visitare Alghero è la bellezza senza tempo della sua città vecchia. Perdetevi nei vicoli del centro storico tipicamente spagnoli, provate i piatti tipici a base di pesce e aragosta nei ristorantini locali e passeggiate senza pensieri sui possenti bastioni difensivi, respirando l’aria allo iodio che vi giungerà dal mare.
I dintorni della cittadina sono altrettanto belli e degni di nota: Capo Caccia e la Grotta di Nettuno e le numerose spiagge dei dintorni fanno della zona una delle più frequentate dai turisti di tutto il mondo.

• Fare un tour delle spiagge della Sardegna in inverno.

Per ultimo, non disdegnate di visitare le spiagge della Sardegna anche nei mesi più freddi.
Se siete temerari a sufficienza ed il meteo clemente, potreste perfino provare a bagnarvi nel mare turchese… cosa che sconsigliamo vivamente. Tenete pure addosso i cappotti e le sciarpe, al massimo immergete i piedi nelle trasparenti acque. Basterà un raggio di sole che buchi le nuvole, andando a ravvivare i colori smeraldini del mare, contrapposti alla rigogliosa macchia mediterranea, per lasciarvi senza fiato dinnanzi a tale spettacolo: un soggetto perfetto da immortalare nelle vostre foto di viaggio.

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