La storia di Villa Smeralda: una villa per vacanze in Sardegna
“Antonio sai dirmi qual è il vino tipico sardo che potrei aprire stasera? Deve ben abbinarsi con le carni rosse. Soprattutto mi deve emozionare tale che la mia memoria, quando ne porterò qualche bottiglia in Baviera, mi possa riportare qui, a Portobello di Gallura. Vorrei, bevendo quel vino, rivedere il tramonto, sentire i profumi della cucina tipica sarda, le piacevoli compagnie, il suono del mare quando il maestrale, che tanta strada ha fatto dal golfo del leone, arriva sui graniti sardi e fa danzare le rose marine.”
Mark, professionista di Monaco di Baviera, mi chiama per questa semplice consulenza. Ha riservato per sé e la sua famiglia Villa Smeralda, proprietà gestita da Sardinia Unlimited da un decennio. Mark è un nostro storico cliente. Lo serviamo da più di dieci anni. Solitamente viene in vacanza in Sardegna due volte l’anno e, disponibilità permettendo, ci chiede di alloggiare in località diverse.

Spesso però ha piacere di tornare in ville sul mare che ha già conosciuto per apprezzare tutte le migliorie che sono state apportate negli anni. O forse anche per rivedere i suoi figli nella stessa piscina fronte mare e sentirgli dire “Ich hatte sie älter in Erinnerung”. Quando sei piccolo ricordi tutto più grande. Campi di calcio, da tennis, alberi su cui ti arrampicavi e rocce di granito da cui, incurante del pericolo, ti lasciavi andare con scoordinati quanto divertenti tuffi. Una volta, in un'altra villa, Villa Brandinchi a Capo Coda Cavallo, Mark insistette affinché io e la mia figlia più grande Maria Amelie ci fermassimo in piscina con loro per far giocare i bimbi. In quell’occasione Peter, secondogenito di Mark, rimase in apnea per oltre due minuti dopo che gli insegnai le tecniche base di rilassamento.
Villa Brandinchi ha una posizione dominante a Salina Bamba: vedi la baia e vedi l’isola di Tavolara. Se sali in cima alla roccia di granito accanto alla veranda, con lo sguardo scorgi lo Spalmatore di Terra, Punta Don Diego e le frequentate (forse troppo) piscine di Molara. Mark è un viaggiatore. Come da tradizione tedesca.
Una sera esclamai: “Voi turisti siete vittime della nostra incapacità di fare sistema. A volte mi fate tenerezza quando vi vedo in ristoranti dove vi servono il maialetto scaldato al microonde”. Mi guardò accigliato e sapete perché? Lo avevo definito “turista”. Allora mi mostrò nel suo vecchio Macbook le immagini che lo ritraevano a Tavolara, su Punta Cannone. Rimase ben una settimana sull’isola. Aveva deciso di scattare le più belle immagini che immortalavano la berta di mare. E poi ancora, foto delle pedalate a Ulassai fino a cimentarsi nelle vie di arrampicata più estreme sui tacchi di Ogliastra, le immersioni a Capo Testa ad avvistare le cernie giganti, i viaggi in autostop e sui mezzi pubblici.
Quella volta del vino, a Portobello di Gallura, era la prima volta che Mark aveva pensato di prenotare una villa in Sardegna con piscina con Sardinia Unlimited. Ricordo ancora la sua prima mail:
“Buongiorno, siamo una famiglia di Monaco di Baviera. Vorremmo prendere una villa in affitto in Sardegna con particolare predilezione al Nord Est della vostra splendida isola. Finora abbiamo esplorato la Sardegna per diversi anni a bordo di un camion/camper Mercedes Unimog. Siamo quindi degli avventurosi che, avendo messo su famiglia, desiderano avere più comodità. Sarebbe ideale la vicinanza alla spiaggia, la piscina ed una zona per fare delle grigliate serali con amici. Amici che sono stati in una vostra villa lo scorso anno e ci hanno suggerito di contattarvi. Io e mia moglie siamo dei professionisti ed abbiamo date abbastanza flessibili. Due settimane di permanenza sarebbero l’ideale. La prima settimana saremo una coppia con tre bambini. La seconda settimana ci raggiungerà da Parigi una coppia di amici con bimbo di 10 mesi. Ci occorrerebbe pertanto una culla.”
Era maggio del 2011 quando Mark scrisse queste righe. Al tempo gestivamo poche ville ed in in special modo a Costa Paradiso. A malincuore, ero quasi certo che non saremmo riusciti a soddisfare la richiesta. Così diedi un'occhiata al brogliaccio delle prenotazioni. Le ville con le caratteristiche richieste, come era previsto, non erano disponibili. Risposi a Mark riservandomi di adoperarmi per poter accogliere la sua richiesta. Come mio solito ho pensato tanto a questa richiesta nei giorni che seguirono la mail e come consuetudine ho idealizzato il potenziale cliente. Lo immaginavo a bordo dell’Unimog attraversare gli sterrati sardi, da quelli sabbiosi di Piscinas a quelli piombo argentiferi di Lampianu e Porto Palmas a nord ovest.

Una mattina, mentre seguivo i lavori di una nuova piscina a Santa Teresa di Gallura, mi chiama Enrica, una proprietaria che seguiamo da un anno. Lei è di Milano ed è brillante. Negli anni ha diversificato il suo patrimonio destinando risorse al settore immobiliare. Ha deciso di differenziare in questo mercato. Non ama perdere tempo. Mal sopporta i complimenti e se a casa sua è ora di cena e tu decidi di non rimanere ospite, lei è ben contenta. Me lo ha rivelato più volte, ammettendo che con i sardi è difficile.
“Antonio, senta, ho conosciuto voi lo scorso anno e sono soddisfatta di una onesta e fruttuosa collaborazione. Mi piace come gestite la mia villa a Costa Paradiso e la clientela che portate. La redditività mi soddisfa. Ciò che invece non sopporto più è l’atteggiamento dell’agenzia immobiliare alla quale ho affidato la mia villa a Portobello di Gallura. Si sono rivelati scandalosamente incompetenti. Mi vuole raggiungere? Si trova in zona? Vorrei affidarla a voi, se siete interessati.”
La posa del telo della nuova piscina è quasi terminata. Stanno provvedendo alle ultime saldature. Gli operai sono molto competenti. Il sole è ancora alto nella Baia di Santa Reparata. A quei tempi conoscevo abbastanza bene Portobello di Gallura, ma non come ora ovviamente. Il villaggio è parte del comune di Aglientu. Adoro questa zona. Aglientu ha delle spiagge grandi, meravigliose, solitamente esposte a nord ovest. Vignola, Cala Pischina, Rena Majore, Rena di Matteu e Lu Litarroni. Sono selvagge, di sabbia fine, con ampie pinete, ginepri contorti, aree incontaminate, come il promontorio di Monti Russu e la spiaggia della piana.
È proprio passando accanto a Cala Pischina, dove da sempre chi fa windsurf non tollera i kiter, che penso di prendere un panino al camion di Giovanni Suelzu. Come al solito è frequentato. Le salsicce sono ottime. Il carattere di Giovanni un po' meno. Lascio la motocicletta a bordo strada, davanti ad un vecchio T2 Volkswagen celeste carico di tavole da kitesurf monodirezionali e vele di piccole dimensioni. Sono indizi che mi fanno intuire che è in arrivo una perturbazione da ponente. La spiaggia di Marina delle Rose è lì a due passi. Dà il meglio di sé con ponente e maestrale. Fa un’onda cattiva e disordinata. Con 25 nodi i primi 200 metri di battigia sono completamente bianchi.
Ordino il panino. Mi siedo al tavolo accanto ad una coppia con una bimba di un anno. Impiego poco a capire che sono loro i proprietari del T2. Scambio due parole, divoro il panino e saluto Giovanni che come al solito non risponde. Dopo circa 15 minuti sono all’ingresso del condominio di Portobello di Gallura. Antonio, il guardiano della portineria Ovest, mi saluta e mi chiede come va con il suo solito fare gentile e sorridente. Il villaggio è come sempre ben tenuto, le strade ordinate, le siepi ben curate. Sulla sinistra, oltre l’ingresso, i campi da tennis. Sorpasso due golf car guidate da giovani vestiti di lino e con i capelli lunghi schiariti dal sole di una lunga vacanza primaverile. Oltrepasso l’incrocio che conduce alla piazzetta, l’unica nel villaggio.
Ogni volta che arrivo qui non posso far altro che pensare a Fabrizio de Andrè ed al brano che compose nel magazzino dell’Agnata, a Tempio, dopo essere stato qui a Portobello ed aver litigato con i commensali. E mentre vago con la mente, distratto, vado oltre la stradina che avrei dovuto imboccare. Premo con decisione il freno con il piede destro e la ruota posteriore della Triumph si blocca, rischio di cadere, un giardiniere mi osserva e si mette le mani in testa sorridendo. Mi sfilo il casco e sento la voce di Enrica “Antonio lascia pure lì quella ferraglia e vieni in questa direzione. Saranno ormai 10 minuti che ti aspetto qui sotto il sole.”
Lego il casco su un pianta di corbezzolo e percorro i 50 metri che mi separano da lei. Indossa un grande cappello ocra e tiene al guinzaglio un giovane Golden Retriever. Mediamente abbronzata e perennemente elegante, Enrica apre un piccolo cancello di legno salato e con un fiero gesto della mano esclama: “Antonio questa è Villa Smeralda. Fate in modo che i vostri ospiti, come vostro solito, si trovino bene.” Mi porge la mano e me la stringe. Ci rivedremo ad ottobre per mostrarle la rendicontazione dell’andamento del suo asset. Il reddito ricavato lo reinvestirà per apportare delle migliorie. Climatizzazione ed una nuova camera da letto sfruttando la norma del “piano casa Sardegna".
Mentre percorro i 50 metri per tornare alla motocicletta chiamo Mark. C’è la segreteria. Gli lascio un vocale: “Mark ho la villa in Sardegna per te. Piscina fronte mare, vicino alla spiaggia, veranda, area barbecue, servizi vicini. La villa ha 12 posti letto. Pertanto puoi invitare anche qualche amico in più. Attendo tue. Ciao, a presto”.
Villa Smeralda è diventata ormai una delle proprietà più ricercate tra le nostre ville con piscina. Un'occasione perfetta per una vacanza in Sardegna all'insegna del relax e della convivialità. Richiedere una quotazione è semplicissimo: è sufficiente contattare telefonicamente il nostro ufficio prenotazioni (anche via Whatsapp e e-mail) e indicare il periodo di soggiorno e il numero di ospiti.
