Dove andare al mare in Sardegna?

Dove andare al mare in Sardegna? Azzurro

Spiagge della Sardegna

Sardegna e mare: parole legate a filo doppio, un assioma indissolubile. Nell’immaginario collettivo di molti italiani, la Sardegna rappresenta il Mare e le vacanze estive per antonomasia!

Se vi dovessimo chiedere di riassumere la Sardegna con una singola immagine, siamo certi che la stragrande maggioranza di voi, chiudendo gli occhi, visualizza un’icastica spiaggia bianca bagnata da un mare cristallino, con incredibili trasparenze e mille tonalità di azzurro.

Quale è la spiaggia che rappresenta la vostra idea di Sardegna? Se doveste suggerire a qualcuno dove andare al mare in Sardegna, verso quale località lo indirizzereste?

Noi di Sardinia Unlimited abbiam fatto 30 secondi di brainstorming.
Da nord a sud, in una veloce rassegna delle spiagge più belle delle coste sarde, abbiamo elencato: il Poetto, Cala Coticcio, Cala Luna, Porto Giunco, Tuerredda, Is Arutas, Le Bombarde, Capriccioli, Dune di Piscinas, Cala Sinzias, Porto Pino, Spiaggia del Principe, Cala Brandinchi, Bosa Marina, Isola dei Gabbiani, Spiaggia del Pevero, Spiaggia Rosa di Budelli, La Pelosa, Cala Mariolu, Platamona, Le Vasche, Rena Bianca, Spiaggia del Dottore, Cannesisa, La Celvia… per citare sono solo alcuni dei nomi che riecheggiano ancora nella stanza, che abbiamo visitato negli ultimi anni.

Ma cerchiamo di fare un po’ di ordine.
La cosa migliore, a nostro avviso, considerata la vastità dell’isola, è di suddividerla in quattro aree costiere. Per ciascuna di esse andremo a consigliare almeno una spiaggia, tra quelle meno frequentate, ma degne di nota… e non solo.

Dividiamo quindi la Sardegna in quattro settori. In modo che, a seconda di dove trascorrerete le vostre vacanze, possiate raggiungere agevolmente le località suggerite:

Costa Nord della Sardegna. In senso orario: da Alghero a San Teodoro;
Costa Est della Sardegna. In senso orario: dall’Isola di San Pietro ad Alghero;
Costa Sud della Sardegna. In senso antiorario: dall’Isola di San Pietro a Costa Rei;
Costa Ovest della Sardegna. In senso antiorario: da Costa Rei a San Teodoro.
Dove andare al mare in Sardegna? Nuraghe

Cosa vedere in Sardegna oltre il mare?

Oltre alle spiagge paradisiache, ad onore del vero, questa terra offre molto di più. Tanto che la domanda giusta da porsi, oltre a dove andare, è: cosa fare in Sardegna?

Per rendere giustizia all’isola ed ai suoi abitanti, non si possono tralasciare le bellezze mozzafiato delle zone interne: dolci declivi collinari ricoperti dalle aromatiche piante della macchia mediterranea, prati e vigneti; fertili pianure seminate a cereali ed impreziosite da generosi frutteti; aspre montagne e formazioni geologiche di vario aspetto; rigogliosi boschi di lecci e querce da sughero; ecosistemi acquatici ricchi di flora e fauna.
Sono inoltre presenti diverse città di grande interesse architettonico, con un centro storico tutto da scoprire.
A ciò si aggiungono costruzioni megalitiche e nuragiche, parte di quel mondo magico e misterioso del passato, ed innumerevoli siti archeologici di importanza mondiale.
La Sardegna è anche terra di antiche tradizioni, sentiti riti, credenze e manifestazioni religiose di indubbio interesse, grande fascino e dal potente carattere evocativo.
È infine doveroso citare la secolare tradizione culinaria ed enogastronomica di questa terra senza uguali, adagiata nel mezzo del Mar Mediterraneo.

Insomma, in Sardegna non si smette mai di scoprire un universo dalle molteplici sfaccettature. Siamo certi che quando visiterete le nostre spiagge, non potrete non innamorarvi delle altre attrazioni che completano l’isola.
Dove andare al mare in Sardegna? Strada

Andare al mare in Sardegna: i 3 consigli di chi ci vive!

Noi che viviamo in Sardegna, prima di suggerire delle località, vogliamo darvi 3 consigli, utili per poter godere appieno di un’isola magica.

1. Riscoprite la lentezza! Sì, proprio così. Quest’isola ha tempi diversi rispetto a quelli della vita nelle grandi città. Quindi fate tutto con calma. Prendetevi il tempo necessario per scoprire ed apprezzare a fondo le bellezze naturali che la Sardegna offre. E, quando vi trovate nel bel mezzo del nulla, su una strada di montagna o lungo la costa, non disperate, anzi: godetevi il paesaggio e continuate a percorrere lentamente la vostra via. In Sardegna tutte le strade prima o poi portano al mare.

2. Staccate completamente dal lavoro! Il secondo consiglio è strettamente legato al primo. Quando siete sull’isola, tornate alle origini, stabilite un salutare contatto con la natura e con il vostro io interiore. Spegnete il cellulare e fate a meno di video calls e briefing Zoom. Insomma, a meno che proprio non possiate farne a meno, lasciate il lavoro a casa.

3. Portate con voi sempre ciò che vi occorre. Non partite mai senza acqua e cibo, nonché l’attrezzatura adatta a ciò che andate a fare: vestiti comodi, scarpe leggere e resistenti, attrezzatura varia. Le distanze sono talvolta considerevoli, e non sempre avrete un centro commerciale a portata di mano. E siate sempre prudenti, sia che stiate godendovi il mare, sia che stiate esplorando l’entroterra e le regioni montuose.

E ora, torniamo alle nostre macro zone…
Dove andare al mare in Sardegna? Candelieri Nulvi

Costa Nord della Sardegna

La costa nord è probabilmente la parte più nota della Sardegna. Ciò è dovuto alle località glamour della Costa Smeralda, quali Porto Cervo e Cala di Volpe; alle esclusive zone di borghi sul mare quali Porto Rotondo e Baja Sardinia; all’iconica spiaggia della Pelosa di Stintino; alla bianca città catalana di Alghero; a Santa Teresa di Gallura, che incanta con le sue rocce antistanti la Corsica; al paradiso in terra dell’Arcipelago della Maddalena; alla movimentata San Teodoro; all’incantevole Area Marina Protetta di Tavolara e Punta Coda Cavallo, a sud est di Olbia. Sono solo alcune delle perle rare del nord, sperando di non fare torto a nessuno.

Maggiori info su un itinerario nel nord, con ville in affitto, è presente a questo link!

Oggi segnaliamo due località ed alcune spiagge meno note: Lu Bagnu e Valledoria, entrambe agilmente raggiungibili dall’aeroporto di Alghero e dal porto di Porto Torres in circa un’ora, un’ora e mezzo.

In realtà, Lu Bagnu è una frazione di Castelsardo: borgo medievale di rara bellezza, dalla pianta ed architettura ligure, abbarbicato su un colle a strapiombo sul Golfo dell’Asinara. Tuttavia, le spiagge maggiori si trovano nell’agglomerato posto ad ovest del centro, detto appunto Lu Bagnu. Qua vi sono diversi arenili, con caratteristiche peculiari.
Tra le altre, citiamo tre spiagge con accesso libero per tutti:

Spiaggia delle Celestine.
Si raggiunge da una discesa a mare composta di un numero cospicuo di gradini. Sabbia chiara, mare pulito, con accesso misto tra fondale roccioso e sabbioso. Solitamente è una spiaggia poco frequentata: si riesce a trovare sempre posto per piantare l’ombrellone. Attenzione però, portate con voi acqua potabile e tutto ciò che vi occorre, perché i prossimi bar e chioschi sono alquanto distanti dalla spiaggia… e bisogna risalire dalla stessa scala da cui si è scesi.

Spiaggia della Madonnina.
Fondale misto di sabbia e roccia, mare pulito e trasparente.
Adatta a chi è in vacanza con bimbi piccoli, per via del fondale basso per diversi metri. Anche qua si riesce a trovare solitamente un posticino per stendere i teli mare. Nelle vicinanze son presenti diversi servizi, quali bar e ristoranti.

Spiaggia di Ampurias e di Sa Ferula.
Si tratta di due parti della stessa spiaggia, alla quale si può accedere da due scalinate poste ad ovest ed a est. La parte di Sa Ferula è prettamente rocciosa, quella di Ampurias ha una spiaggia di sabbia dorata abbastanza ampia.
Nei mesi più caldi l’arenile risulta un pochino affollato. È frequentato soprattutto da giovani del posto. Per trovare un posticino è meglio arrivare presto.
La spiaggia si raggiunge facilmente, in quanto inserita praticamente nel centro abitato.
Direttamente sulla spiaggia è presente un chiosco, dove poter prendere un caffè ed acquistare dei freschi gelati. Presso i piazzali dei parcheggi antistanti la spiaggia vi sono altri locali e bar. Nei mesi di alta stagione è presente il servizio di Salvataggio. Ampurias è nota per l’isoletta, distante poche decine di metri dal litorale, raggiungibile a nuoto, da cui ci si può tuffare.

Valledoria è il nome del paese costiero che confina con il territorio di Castelsardo. Il borgo offre un tipo di spiagge un tantino diverso da quelle in territorio di Lu Bagnu. A Valledoria troviamo arenili lunghi e piuttosto larghi, con tanto spazio a disposizione dei bagnanti, in qualsiasi periodo dell’anno. Su tutte vi segnaliamo la spiaggia di San Pietro. La possibilità di parcheggio, sia gratis che a pagamento, oltre che la presenza di chioschi e ristoranti in zona, e la vicinanza di un fresco boschetto nelle vicinanze, fanno della spiaggia una meta che ci sentiamo di consigliare a chi è alla ricerca di una meta alternativa nel nord Sardegna. Il fondale è sempre sabbioso, ma attenzione che l’acqua diventa subito più alta rispetto alle spiagge di Castelsardo. Quindi se siete in vacanza coi bimbi è bene vigilare con più attenzione durante il bagnetto.

Dritta culturale: se vi trovate in vacanza in nord Sardegna durante il periodo di ferragosto, vi segnaliamo una tradizione secolare, che si svolge il 14 di Agosto a Nulvi e Sassari, ed il 15 Agosto a Ploaghe. Si tratta della sfilata dei Candelieri, una processione religiosa in cui dei grossi “ceri” (che hanno forma e peso differente), vengono portati a spalla attraverso le vie dei centri abitati. Si tratta di tre manifestazioni religiose, molto sentite dalle popolazioni locali, e dal grande pathos, che si differenziano una dall’altra per storia, riti e modalità di svolgimento.
Qualora foste interessati potete prendere parte a tutte e tre le sfilate, in quanto gli orari e le date delle processioni lo permettono.
Dove andare al mare in Sardegna? Dune

Costa Est della Sardegna

Cambiamo quadrante. Ci spostiamo a est. A nostro avviso la costa orientale è la costa più selvaggia, soprattutto per le spiagge dell’Ogliastra. Ormai tutti conoscono, almeno di fama, le cale incastonate come diamanti nelle impervie pareti a strapiombo e nelle falesie ogliastrine. Cala Luna, Cala Mariolu, Cala Fuili, Cala Goloritzé, sono nomi che fanno sognare tantissimi amanti della natura incontaminata e del mare turchese, nonché gli appassionati di trekking e di free climbing. Anche la zona di Arbatax e Tortolì, fino alle caraibiche spiagge di Costa Rei ormai sono note ai più. Tanto che non ci soffermiamo su tali paradisi terrestri.

Noi vi vogliamo segnalare due “chicche”, situate nel tratto costiero compreso tra Siniscola e Orosei, ovvero: la spiaggia di Capo Comino, con le grandi dune di sabbia bianca, e la meraviglia naturalistica della oasi di Bidderosa.

Capo Comino è una spiaggia compresa nel territorio di Siniscola, importante borgo sulla costa orientale, da cui dista circa 15 chilometri.
Sebbene si tratti di una spiaggia notissima in Sardegna, non tutti i visitatori la conoscono. Ciò desta meraviglia, poiché è favolosamente inserita in un contesto senza uguali. Basti pensare che diversi registi internazionali vi hanno ambientato film!
La sabbia è bianchissima e soffice, la tonalità dell’acqua va dal turchese al verde smeraldo. Il tutto è circondato da alte dune di sabbia candida. Nelle vicinanze una bella e fresca pineta, che, assieme alla vegetazione che cresce a ridosso delle dune, dona un tocco di verde allo scenario da sogno. Sono presenti dei piccoli stagni, che ospitano uccelli acquatici. Non distanti dalla spiaggia, alcuni punti di ristoro. Una chicca per gli appassionati di diving: sul fondale si possono ammirare relitti di imbarcazioni di diverse epoche, e perfino un velivolo militare.

Spiaggia consigliatissima, soprattutto se doveste soggiornare in Baronia e dintorni.

L’Oasi di Bidderosa non è distante da Capo Comino.
Si tratta di un parco nazionale, tutelato dall’Ente Foreste e gestito da una Cooperativa locale, vasto 860 ettari, situato nel territorio del Comune di Orosei, noto per le bellezze paesaggistiche e le spiagge.
Attenzione: l’ingresso all’Oasi è regolamentato ed a numero chiuso, per cui occorre prenotare in anticipo sul sito ufficiale e rispettare le norme di tutela della natura.
L’Oasi si colloca a nord del Golfo di Orosei, ampia insenatura naturale che include svariate gemme di rara bellezza, quali le fantastiche falesie e le spiagge di Cala Gonone, Dorgali e di Baunei.
La foresta costiera è costituita principalmente da pini d’Aleppo e pini domestici, ma sono presenti altre specie, quali lecci e ginepri secolari. All’estremità orientale della pineta sono presenti cinque cale differenti, con mare trasparente e sabbia finissima. Suggeriamo di visitare l’Oasi facendo salutari camminate, oppure in bicicletta.

Dritta per gli appassionati di trekking e natura! Non distante dalle bellezze su descritte, potete scoprire uno dei canyon più grandi d’Europa, prendendo parte ad una escursione organizzata nella Gola di Gorroppu, che si snoda al confine dei Comuni di Urzulei ed Orgosolo.
Si tratta di una delle esperienze più straordinarie e avventurose che possiate vivere in Sardegna. Nei punti in cui le pareti del canyon sono più profonde, raggiungono altezze anche di 500 metri. Vi sentirete su un altro pianeta camminando tra le altissime rocce verticali, dove potrete sbizzarrire la vostra fantasia pareidolitica, divertendovi a riconoscere volti ed animali.
Ricordate di indossare scarpe adatte e vestiti comodi, e di portare con voi acqua a sufficienza e snack energetici, poiché la camminata nella gola può essere impegnativa se non siete ben allenati.
Cliccate qua per maggiori informazioni e ricevere un preventivo per l’escursione.
Dove andare al mare in Sardegna? Carloforte

Costa Sud della Sardegna

Spostiamoci a meridione, dove l’isola sarà ancora in grado di sorprenderci. Anche in questo caso saltiamo la descrizione delle spiagge di Villasimius e di Chia, nonché della meraviglia di Tuerredda, poiché sono ampiamente presenti in tutte le guide e blog sulla Sardegna. La prima spiaggia del Sud che vogliamo suggerirvi è Porto Tramatzu, in territorio di Teulada, il Comune più meridionale della Sardegna.

La spiaggia è nota e son presenti i principali servizi, quali un ampio parcheggio e dei chioschi per il ristoro, ma è abbastanza distante dai soliti sentieri battuti dai visitatori. La maggior parte dei turisti che si spinge a sud ovest di Cagliari, si sofferma sulla zona di Santa Margherita di Pula, Nora, Chia, e finisce a Tuerredda un percorso costellato di un numero infinito di attrazioni e spiagge che non hanno eguali nel mondo.
Noi vi consigliamo di proseguire ancora sulla strada panoramica costiera che si spinge fino all’estremo sud dell’isola, per ammirare la sabbia abbacinante e soffice, un’acqua dalle trasparenze del cristallo e le sfumature cromatiche di un turchese pazzesco. Anche il fondale è una meraviglia, resta basso per decine di metri. Prospiciente la spiaggia possiamo ammirare la cosiddetta “Isola rossa”, su cui cresce della vegetazione e che presenta anch’essa un fondale basso, adatto ai bimbi.

Menzione particolare merita la spiaggia di Coaquaddus, sulla meravigliosa Isola di Sant’Antioco. Anch’essa annoverabile tra le destinazioni meno note, è frequentata prettamente da locali. Il nome della spiaggia significa “Coda di Cavalli”, probabilmente deriva dalla forma di arenile e litorale circostanti. Se arrivate in auto potete utilizzare l’ampio parcheggio. Sono inoltre presenti punti di ristoro.
La sabbia è grossolana, il che la rende facile da lavare via. Il mare ha i colori tipici delle spiagge sarde. Limpidezza e trasparenza la fanno ancora una volta da padrone: un paradiso per chi pratica snorkeling e ama esplorare i fondali.
Circa a metà spiaggia è presente una roccia, che la divide in due. Il fondale è basso per diversi metri, adatto alle famiglie con bimbi, poi lentamente va inabissandosi nel mare azzurro. L’arenile è circondato da una natura incontaminata, che accresce il fascino di questa location e inonda l’aria degli aromi della macchia.

Se vi doveste trovate da queste parti tra la fine di maggio e la prima settimana di giugno, oltre a godervi il mare ed i paesaggi da sogno, potete prendere parte ad una particolare rassegna che si tiene ogni anno a Carloforte, sull’Isola di San Pietro, isola sorella di Sant’Antioco, ovvero il Il Girotonno!.
L’isola, oltre a essere nota per la lingua di origini liguri parlata dai suoi abitanti, il cosiddetto “Tabarchino”, vanta una antichissima tradizione di pesca del tonno rosso.
Si tratta di una manifestazione particolare, dove, oltre a poter gustare pietanze a base di questa prelibatezza del mare, preparate da Chef di grande fama e ristoratori locali, potrete assistere a piacevoli concertini musicali e manifestazioni culturali di grande interesse. Il tutto inserito in una cornice di grande suggestione e fascino.
Non perdete l’occasione di esplorare l’incantevole isola e Carloforte, considerato uno dei “Borghi più belli d’Italia”.
Dove andare al mare in Sardegna? Porto Flavia

Costa Ovest della Sardegna

Ed eccoci giunti all’ultimo quadrante, ma non di certo per importanza: la costa ovest.
Probabilmente la costa meno conosciuta al di fuori della Sardegna, probabilmente per via dei tempi di percorrenza e le distanze dai principali porti ed aeroporti, ma zona di grande bellezza e ricca di tesori da scoprire.

Iniziamo parlandovi di una spiaggia particolare, che tecnicamente spiaggia non è: Cane Malu nel territorio di Bosa.
La prima cosa da fare è prenotare qualche giorno in una villa, hotel o bed and breakfast della zona, per scoprire uno dei borghi più affascinanti d’Italia: la cittadina medievale di Bosa. Non ci dilunghiamo in questo articolo, ma parleremo ampiamente in seguito di questo borgo unico.
Una volta visitato il pittoresco centro storico, partite alla volta delle spiagge di Bosa Marina.

A circa tre chilometri dal centro è situata la piscina naturale del “Cane cattivo”, così viene chiamata in dialetto locale la ampia insenatura scavata nella roccia bianca dagli elementi nel corso dei secoli. Si tratta di una caletta racchiusa dalle bianche scogliere di trachite locale, una sorta di vascone oblungo, racchiuso da una striscia sottile di roccia, che protegge la cala dagli elementi. Occorre ovviamente particolare prudenza nel percorrere il sentiero che conduce alla piscina, il quale diparte dalla foce del fiume Temo. Ma, se siete alla ricerca di uno scenario particolare, di un altro pianeta, vale indubbiamente la pena percorrere il tratto di roccia che conduce a Cane Malu. Una volta a “bordo piscina”, potrete tranquillamente sdraiarvi sulla scogliera e prendere il sole in assoluto relax, tuffandovi di tanto in tanto per un rinfrescante bagno in acque turchesi e limpidissime.

Proseguiamo con una perla, a sud della nota Costa Verde, e inserita nel territorio di Buggerru: la spiaggia di Cala Domestica. A nostro avviso la spiaggia più bella dell’ovest.
Buggerru e gran parte della costa ovest sarda e del Sulcis-Iglesiente sono legati alla lunga storia mineraria della Sardegna. Sono di fatto presenti diverse suggestive miniere dismesse, e imponenti infrastrutture, a testimonianza di un’epoca in cui in Sardegna si estraevano minerali, che ha profondamente segnato il paesaggio del sud-ovest dell’Isola.
Oggigiorno, diversi siti minerari sono stati riqualificati e sono meta di visitatori. Si tratta di località di grande interesse storico e antropologico, inserite in contesti paesaggistici e naturalistici incredibili, quali la Galleria Henry, in territorio di Buggerru, che in passato veniva attraversato da una romantica locomotiva a vapore, e Porto Flavia, di cui parleremo di seguito.

Cala Domestica si trova a circa due chilometri a sud di Buggerru. Per raggiungere la zona bisogna trascorrere un po’ di tempo in auto, ma ne vale davvero la pena.
La spiaggia presenta alcune peculiarità uniche, tra cui la presenza di diversi tunnel scavati in passato dal popolo delle miniere. Uno di tali tunnel collega la spiaggia principale ad una cala più piccola e appartata, di una bellezza selvaggia e incontaminata, denominata “La Caletta”, raggiungibile anche camminando sulla scogliera.
Lo scenario presenta acque con tonalità dal turchese al verde smeraldo e un arenile soffice e dorato.
Si tratta di una insenatura naturale, protetta da alte pareti di roccia bianca, che un tantino ricorda le coste scandinave scavate dai ghiacciai. Ancora una volta il fondale sabbioso è basso per diversi metri, quindi, seppur vigilando costantemente, potete tranquillamente far fare il bagnetto ai più piccoli!

Sono ravvisabili le rovine del passato minerario, quali depositi e gallerie. Da Cala Domestica, fino agli anni ’40 del secolo scorso, dipartivano navi cargo, cariche dei minerali estratti nell’area.
In alto sulla scogliera, raggiungibile tramite un piccolo sentiero che parte dal litorale, è presente una delle tante torri fortificate costiere di epoca spagnola della Sardegna. Vi suggeriamo di percorrere tale sentiero per poter godere di un panorama mozzafiato.
Si tratta di una zona piuttosto apprezzata dagli amanti delle immersioni e dello snorkeling, in quanto il fondale presenta una fauna marina variegata e multicolore, che non mancherà di ammaliarvi e imprimersi nei vostri ricordi per sempre.
In zona sono presenti i servizi essenziali, quali un ampio parcheggio e dei punti di ristoro.

Finiamo la rassegna di consigli su cosa fare nella costa ovest con una chicca: la visita di Porto Flavia, in territorio di Iglesias.
Ovviamente, ci sono diverse attrazioni di grande interesse storico e archeologico che potremmo proporre, come ad esempio una visita all’area archeologica dei Giganti di Mont’è Prama, ma preferiamo affrontare tali tematiche separatamente, in un blog dedicato.

Porto Flavia di fatto è un porto, anche se piuttosto particolare. O meglio: un porto-miniera. Si tratta di una galleria lunga circa 600 metri, scavata in una parete verticale che si addentra nella roccia, e che sbuca su uno scenario maestoso. La parte finale della galleria si trova sospesa a mezz’aria e offre una vista spettacolare del cosiddetto “Pan di Zucchero”, una sorta di faraglione naturale alto oltre 130 metri. Da tale porto verticale venivano imbarcati i minerali destinati alle fabbriche dell’Europa settentrionale. L’opera architettonica, unica nel suo genere, prese il nome da quello della figlia del suo fondatore.
Si tratta di un luogo magico, sconosciuto pure alla maggioranza dei sardi, che vi suggeriamo di visitare qualora voleste approfondire la conoscenza della nostra magica isola.

Per quotazioni di tour e consigli su come organizzare un itinerario, nonché su suggerimenti su dove poter pernottare, cliccate qua o contattaci via Whatsapp!.