Una selezione di articoli, idee, suggerimenti sulla Sardegna, curata dallo staff di Sardinia Unlimited.
Inverno in Sardegna: tutto sui posti da visitare
Riti, tradizioni e mete per l'inverno in Sardegna
In realtà, questa isola serba sempre delle sorprese ed è ricca di attrazioni, eventi e cose da fare in ogni stagione, perfino durante quella invernale.
• Sciare in Sardegna.
Probabilmente, se siete amanti della settimana bianca, la Sardegna non è la meta più indicata per voi… anche se, ad onore del vero, esiste un comprensorio sciistico distribuito sui territori di Fonni, Villagrande Strisaili e Desulo. Sorpresi?Le principali piste di discesa si trovano sulla vetta del Bruncu Spina, parte del massiccio del Gennargentu, e si sviluppano per diversi chilometri nel cuore della provincia di Nuoro, con tanto di impianti di risalita.
La stagione sciistica dura dai 2 ai 3 mesi, solitamente da dicembre a marzo, mesi in cui si verificano abbondanti nevicate, richiamando diverse migliaia di appassionati sardi e non.
• Visitare siti archeologici.
Le possibili attrazioni in Sardegna d'inverno non si limitano di certo alle attività nelle stazioni sciistiche.La stagione fredda si presta particolarmente alla visita dei siti archeologici, distribuiti in lungo ed in largo su tutta l’isola, da inserire eventualmente in itinerari di trekking e salutari passeggiate all’aria aperta.
In Sardegna si contano tra i 7.000 e gli 8.000 Nuraghi: massicce torri tronco coniche risalenti all’età del bronzo, costruite con massi di pietra di diverse dimensioni, utilizzando tecniche costruttive rivoluzionarie per l’epoca.
Diversi villaggi nuragici sono stati portati alla luce mediante imponenti scavi archeologici, e risultano perfettamente conservati. Vi suggeriamo caldamente di visitare uno dei complessi maggiori. A seconda di dove vi troverete, avrete sicuramente un sito archeologico nelle vicinanze: Nuraghe Arrubiu, Palmavera, Santu Antine, Su Nuraxi, Sa Prisgiona, Nuraghe Losa, Riu Mulinu, eccetera.
Per cogliere l’essenza di tali imponenti monumenti e l’affascinante cultura nuragica, è bene affidarsi ad una guida esperta, che vi farà conoscere una civiltà evolutissima, di cui si è parlato troppo poco in passato.
Altri importanti monumenti, di epoca preistorica o nuragica, di enorme interesse e dal fascino magnetico, che vale la pena visitare, sono le Domus de Janas, i Pozzi Sacri e le Tombe dei Giganti. Anche per scoprire tali monumenti è bene affidarsi a esperte guide archeologiche.
Discorso a parte, lo meritano le magnetiche e imponenti statue dei Giganti di Monte Prama. Di cui abbiamo già parlato a proposito delle leggende e miti sardi.
• Partecipare ai festeggiamenti del “Karrasegare” in Sardegna.
I mesi di gennaio e febbraio in particolare, oltre ad essere tra i più freddi periodi dell’anno, serbano importanti e sorprendenti eventi legati al Karrasegare: il Carnevale.Sono di enorme interesse ad esempio le manifestazioni ed i riti propri del Carnevale barbaricino, che mescola sacro e profano. Tale periodo dell’anno assume un grandissimo valore antropologico e socio-culturale, a causa della forte impronta identitaria che ha sulle popolazioni locali.
L’inizio del carnevale in Barbagia è sancito dalle danze rituali dei figuranti mascherati, che si svolgono il 16 gennaio, alla vigilia della festa di Sant’Antonio Abate, intorno ai fuochi rituali che vengono accesi nelle piazze dei centri barbaricini.
Diversi paesi hanno le proprie maschere tradizionali.
Le maschere e la sfilata più conosciute, anche oltre i confini isolani, sono quelle proprie del paese di Mamoiada, che festeggia l’inizio del Carnevale il 17 di Gennaio, e dove le figure antropomorfe dei Mamuthones, accompagnate dagli Issohadores inscenano una sfilata suggestiva.
La tradizione prevede che dodici Mamuthones (uno per ogni mese dell’anno), impersonati da vigorosi figuranti locali, procedano a passo ritmato, in due file parallele. I passi solenni e l’incedere a balzi dell’imponente figura ricoperta di pelli nere d’ovino, fanno risuonare fragorosamente i campanacci da bestiame allacciati sulle spalle, del peso all’incirca di 25 Kg.
I Mamuthones hanno il volto coperto dalle viseras, tradizionali maschere nere di legno di pero dai lineamenti grotteschi, intagliate da artigiani locali e spesso dai Mamuthones stessi, dalla quale si intravedono soltanto gli occhi penetranti dei figuranti. Essi indossano inoltre il caratteristico fazzoletto sul capo, detto Muncadore, annodato sotto al mento.
Il loro incedere ha un forte potere magnetico, incutendo nello stesso tempo timore nei presenti: appena i Mamuthones appaiono nel bel mezzo della festa cala un religioso silenzio, la folla si scansa per lasciare spazio ai figuranti ed i bambini scappano impauriti.
Il rituale è completato da un altro costume, stavolta colorato (colori dominanti sono il rosso ed il bianco), degli otto Issohadores. Essi procedono accanto ai Mamuthones, che sorvegliano ed a cui dettano il passo. Inoltre gli Issohadores catturano scherzosamente gli spettatori, mediante un laccio di vimini detto "sa soha", lanciato a mo’ di lazo su figuranti e folla che assiste alla sfilata dei Mamuthones.
Anche gli Issohadores indossano una maschera di legno, detta “sa visera ‘e santu”, dipinta di bianco e dai lineamenti più delicati, in antitesi rispetto a quella nera coi tratti rozzi dei Mamuthones.
Altri paesi dell’interno della Sardegna hanno le proprie maschere antropomorfe ed i propri rituali propiziatori, che potete scoprire trascorrendo i giorni del Carnevale in Sardegna. Vi segnaliamo su tutte i Boes e Merdùles di Ottana ed Thurpos di Orotelli.
In altri comuni sardi, distanti dalla provincia di Nuoro e dalla tradizione atavica del Carnevale barbaricino, si festeggia in maniera suggestiva. Interessante risulta essere l’antichissimo “Karrasegare Osinku”: peculiare carnevale della cittadina marittima di Bosa, sulla costa ovest della Sardegna.
Uno dei nostri modi preferiti di festeggiare il carnevale, consiste nell'assistere alla spettacolare e suggestiva manifestazione equestre della
Sartiglia di Oristano. Si tratta di una corsa alla stella a cavallo, che si corre l'ultima domenica e martedì di carnevale e che prevede rituali e coreografie meravigliosi.
Altri paesi sardi offrono festeggiamenti e manifestazioni più moderne e diffuse, con carri allegorici e danze che coinvolgono tutta la popolazione, come avviene ad esempio nel cuore della Gallura, a Tempio Pausania.
• Festeggiare Natale e Capodanno al mare in Sardegna.
Festeggiare il Natale ed il Capodanno in Sardegna potrebbe rivelarsi un’esperienza inaspettatamente interessante, soprattutto se scegliete una città o località costiera.Svegliarsi il 25 Dicembre con una vista su un mare azzurro intenso, dopo aver trascorso la vigilia con i propri cari, oppure mescolandosi con gli ospitali abitanti dell’isola nei locali e nei mercatini natalizi, non ha prezzo.
Tra le località che offrono un’ottimale combinazione di tradizione e divertimento sul mare citiamo Alghero, Cagliari, Olbia e Castelsardo: città turistiche che solitamente prevedono anche un calendario di eventi ricchissimo per Capodanno, con manifestazioni varie e concerti in piazza di artisti di fama internazionale.
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5 Ville da sogno con accesso diretto al Mare in Sardegna
Ville con accesso diretto al mare: perché sceglierle!
Innanzitutto, va precisato che, per via di regolamenti e leggi urbanistiche atte a preservare l’integrità ambientale e naturalistica delle coste sarde, scarseggiano le ville costruite a pochi metri dal mare o aventi accesso diretto al mare. E, come risaputo, più un bene è raro, maggiore è il suo valore!
Affittare in esclusiva ville in Sardegna con accesso diretto alla spiaggia può considerarsi quindi un privilegio, nonché l'occasione per trascorrere giorni indimenticabili in una location favolosa.
Il solo fatto di poter trascorrere una vacanza in Sardegna in una villa indipendente costituisce una esperienza straordinaria. Protagonista assoluta, che impreziosisce e da senso all’esperienza stessa, è la Sardegna: un’isola fuori dal tempo. Grazie alla varietà biologica senza uguali, alla grande ricchezza culturale e tradizioni antichissime, al patrimonio storico archeologico immenso tutto da scoprire, oltreché alla leggendaria e selvaggia bellezza paesaggistica, questa terra risulta unica nel suo genere.
Secondo noi, la migliore soluzione abitativa possibile è costituita dalla villa con accesso diretto al mare, per trascorrere la vacanza all'insegna del relax e della privacy, senza dover rinunciare al divertimento e a un tuffo in acque cristalline, evitando noiosi trasferimenti in auto per raggiungere le località balneari, e senza doversi preoccupare dei parcheggi, spesso costosi o del tutto assenti.
Da alcune delle nostre ville dipartono gli unici accessi a una spiaggia sabbiosa o rocciosa, tramutandole di fatto in spiagge private. Brevi sentieri ad uso esclusivo dei nostri ospiti, a volte nascosti alla vista dalla macchia mediterranea, conducono a splendide insenature bagnate da acque cristalline con mille sfumature d’azzurro.
Trascorrere una vacanza in villa con accesso privato al mare significa poter vivere un’esperienza grandiosa, nella massima riservatezza e tranquillità, lontani dalla massiccia e invadente presenza di altri vacanzieri.
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Ville in affitto a San Teodoro: dove alloggiare?
Le spiagge di San Teodoro, tutti i segreti del blu cobalto
- Spiaggia La CintaSi tratta della spiaggia più conosciuta e frequentata di San Teodoro, che possiamo definire la spiaggia cittadina a causa della vicinanza col centro abitato. Si raggiunge facilmente in auto, in moto, in bici, ed anche a piedi dopo una passeggiata di pochi minuti a nord del paese.L’arenile è lungo circa cinque chilometri, ed ha la forma di un arco di sabbia bianchissima e soffice, che si insinua tra il mare cristallino e la retrostante laguna salmastra, ideale per rilassanti passeggiate sul bagnasciuga. Le piccole dune di sabbia, che costituiscono la spiaggia, degradano dolcemente nell’acqua turchese, fondendosi con il fondale basso, amatissimo da famiglie con bambini piccoli, oltre che dagli appassionati del mare e della natura.La Cinta si trova di fronte all’Area marina di Punta Coda Cavallo isola di Tavolara, e confina ad ovest con la laguna di San Teodoro. Questo ecosistema unico e ricco di biodiversità, è frequentato da birdwatcher di tutto il mondo, che visitano San Teodoro per fotografare diverse specie dell’avifauna locale. Su tutte spiccano i meravigliosi fenicotteri rosa, che sono avvistabili a ridosso delle dune di sabbia, che profumano di elicriso, ginepro e gigli marini.La spiaggia è dotata di tutti servizi: parcheggi, info point, noleggio di attrezzatura balneare e sportiva, scuole di vela e kite-surf, chioschi e punti di ristoro.La visita de La Cinta è tappa immancabile per chi si reca in zona.
- Spiaggia di PuntaldìaLa spiaggia di Puntaldìa è incastonata in una caletta prospicente la maestosa isola di Tavolara, e costituisce il proseguo settentrionale de La Cinta. Le due spiagge sono di fatto separate dalla foce della Laguna di San Teodoro. La posizione dell’arenile lo ripara dai forti venti che spirano da nord e nord ovest, è quindi adatto ai bambini, anche grazie alle acque cristalline, al basso fondale, alle rocce lisce e la sabbia sottile. La spiaggia è inoltre amata dai praticanti di diversi sport acquatici, quali kite e windsurf, che trovano condizioni meteomarine ideali appena al di fuori della baia.La spiaggia è sita a sud della Marina di Puntaldìa, in una zona ideale per l’affitto di ville a San Teodoro.Sono inoltre presenti strutture ricettive esclusive e campi da golf. La zona è dotata di tutti i servizi, punti ristoro e diversi locali dove poter trascorrere piacevoli serate.
- Cala BrandinchiAbbiamo già dedicato diversi articoli a questa spiaggia meravigliosa, inserendola perfino nella nostra top 5 delle spiagge della Sardegna. Un vero e proprio Eden terreno, non a caso soprannominata “piccola Tahiti”, di cui non ci stancheremo mai di tessere le lodi.Posta di fronte all’area marina protetta di Tavolara, imponente isola calcarea che con la sua sagoma domina il paesaggio, la spiaggia demarca un tratto marittimo di indubbio interesse biologico, ma anche di una bellezza folgorante. La sabbia è candida e soffice, e conferisce al mare il caratteristico colore turchese con riflessi cobalto, ed una trasparenza cristallina, sinonimo di mare pulito, che invita a tuffarsi. L’arenile degrada dolcemente nell’acqua, con un fondale bassissimo per decine di metri, ideale per famiglie con bambini.Nelle vicinanze è presente una pineta, con punti ristoro e parcheggio.Dal parcheggio, oltre che a Cala Brandinchi, si può accedere alla spiaggia di Lu Impostu, parte dello stesso ecosistema.Ancora più indietro troviamo lo stagno di Brandinchi, dimora di diverse specie di uccelli acquatici, quali fenicotteri ed aironi, molto frequentato da biologi e birdwatchers.
- Spiaggia Lu ImpostuConsiderata la gemella di Brandinchi, Lu Impostu è un po’ meno nota della spiaggia su descritta, ma altrettanto bella!L’arenile è lungo circa un chilometro e piuttosto ampio. Sono presenti bianche dune di sabbia sottile e morbida, ricoperte di macchia mediterranea. Il mare cristallino riflette le tonalità del celeste e del verde smeraldo. Il fondale è sabbioso e poco profondo, e adattissimo ai più piccoli.Sono presenti i principali servizi, quali punti ristoro, noleggio imbarcazioni e attrezzatura balneare. Inoltre, la spiaggia è accessibile alle persone diversamente abili e l’ampio parcheggio antistante l’arenile è adatto anche ai camper.Tutte le perle teodorine risultano vicine: a sud di Lu Impostu troviamo Puntaldìa, a nord Cala Brandinchi, mentre a nordest si staglia la penisola di Capo Coda Cavallo. Oltre essa, un po’ più a nord, l’orizzonte è dominato dall’imponente sagoma dell’isola di Tavolara. Ad ovest si estende il secondo stagno di San Teodoro per grandezza, in un’area ricca di vegetazione palustre e macchia mediterranea. Ancora più a sud, al confine del territorio di San Teodoro, spicca la spiaggia dell’Isuledda.
- Capo Coda CavalloCapo Coda Cavallo è un promontorio granitico che degrada nel tratto marittimo dinnanzi alle isole di Tavolara e Molara e all’isolotto di Proratora. La penisola presenta numerose insenature sabbiose e scogliere ricoperte da aromatica macchia mediterranea. La spiaggia di Coda Cavallo ha una forma peculiare, dietro alla quale si cela l’etimologia stessa del nome del promontorio.Il lembo terrestre e le isole costituiscono un’area protetta di circa 15.000 ettari di acque cristalline e meravigliose calette, che va da Capo Ceraso fino a Punta s’Isuledda. Si tratta di una location amatissima da chi pratica lo snorkeling ed il diving: uno dei più belli spettacoli offerti dal Mare Mediterraneo, con spiagge di sabbia candida, insenature protette, isole disabitate, lagune ricche di flora e fauna… e le infinite sfumature di colori che vi faranno irrimediabilmente innamorare di questo territorio.Immerso in tale contesto straordinario, troviamo diverse esclusive ville con piscina in affitto in Sardegna, spesso in posizione strategica e con vista mare.
- Spiaggia IsueddaL’arenile si estende per circa 500 metri, ed è ubicato nella parte meridionale del territorio teodorino, al confine sud dall’area marina protetta di Tavolara. L’isola maestosa si scorge in lontananza. Inoltre, dalla spiaggia si possono ammirare il promontorio di Capo Coda Cavallo e Puntaldìa.La sabbia è candida e morbida al tatto, mentre il mare presenta sfumature che vanno dall’azzurro al turchese e trasparenze incredibili. Il fondale basso pare fatto apposta per i bambini.La macchia mediterranea, circonda l’arenile coi suoi profumi e colori intensi. Inoltre, nelle vicinanze della baia sono presenti diversi terreni piantumati ad olivo e alberi da frutto.Anche questa spiaggia ha alle spalle una piccola laguna, dove è possibile ammirare una colorita avifauna.Sono presenti un ampio parcheggio e punti di ristoro. È possibile noleggiare attrezzature balneari, e sportive. Anche questa spiaggia è amata dai praticanti di sport acquatici.
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Miti e leggende sarde
Origini dei miti sardi
La Sardegna è una isola antica ed enigmatica, ricca di mistero e fascino. Su questa terra, dove sopravvivono riti e tradizioni popolari secolari, si sono tramandati per secoli racconti e leggende la cui origine risulta spesso essere incerta. Scopriamo assieme alcuni interessanti leggende e miti della Sardegna.
I nostri nonni ci han tramandato, nel loro modo di narrare affascinante, sapiente e con grande pathos, racconti di creature fantastiche, eroi ed antieroi del quotidiano, nonché storie che paiono legate a filo doppio con miti e leggende della tradizione antica greca e di epoca romana. A loro volta, i nostri “giajos” (avi) hanno appreso tali racconti attorno ai focolari domestici, dove in antichità si riuniva la famiglia, per tramandarsi i cosiddetti “contos de’ foghile” (i racconti del focolare).
Ogni singolo paese e città della Sardegna ha le proprie leggende e storie, parte del folklore sardo, tramandate di padre in figlio. In Anglona e bassa Gallura, venivano narrate le gesta di “Antoneddu”, un sagace ragazzino alle prese con streghe e orchi, su cui la spuntava grazie alla propria furbizia. Una via di mezzo tra Pollicino ed il piccolo Hans di Hänsel e Gretel.
Inevitabilmente, i racconti hanno subito distorsioni nel corso degli anni, a causa del passaggio orale da generazione in generazione, come tramandate dagli antichi rapsodi, il che ha originato diverse varianti degli stessi racconti.
Altre leggende sono legate a personaggi storici realmente esistiti, le cui gesta sono state enfatizzate in iperbolici racconti popolari. Diversi racconti narrano le imprese di leggendari banditi sardi del passato: briganti isolani che combattevano contro gli eserciti sabaudi, e che non risultavano per niente invisi alla popolazione, anzi! Forzando un paragone, è possibile accostare tali figure ad altre personalità “mitizzate” di fama internazionale, quali Robin Hood o Rob Roy MacGregor.
I banditi più noti e temuti dell’epoca appartenevano ad una famiglia di nobili: i Delitala, nemici giurati dei Savoia. L’esponente più famigerato della casata fu niente di meno che una donna leggendaria: Donna Lucia Delitala Tedde, una sorta di Zorro al femminile. Vissuta nel periodo della guerra di successione spagnola, era rispettata e temuta come una regina guerriera. Una fuorilegge mascherata, animata da un forte sentimento patriottico, ricordata per imprese e gesta eroiche, oltre ché per il proprio carattere pugnace e ribelle. Fu di esempio ed incoraggiamento alla popolazione per combattere per liberarsi dagli oppressori. Perfino la morte di Donna Lucia è tuttora avvolta nel mistero: circolano versioni contrastanti sulle modalità e circostanze in cui venne uccisa.
L’allora viceré Carlo Amedeo Battista di San Martino d’Agliè di Rivarolo, scrisse una lettera al re Carlo Emanuele III, in cui descrisse la banditessa con le seguenti parole: << Non si è voluta sposare per non dipendere da un marito, secondo quanto lei stessa afferma. Ha due mustacchi da granatiere e usa le armi e il cavallo come un gendarm. >>, alimentando così ancor di più la leggenda di Donna Lucia.
Altre leggende legate alla figura di un bandito, diffuse soprattutto nel nordest della Sardegna, narrano le gesta del famigerato Muto di Gallura, figura emblematica e protagonista dell’omonimo romanzo storico dello studioso di Sassari Enrico Costa. Il nome reale dello spietato sordomuto era Bastiano Tansu, assurto alle cronache come uno dei più vendicativi fuorilegge sardi, coinvolto nella feroce faida fra i Vasa ed i Mamia, che insanguinò la Gallura nella metà del XIX secolo. Egli era originario di Aggius, meraviglioso paesino della Gallura interna, nel cui territorio son presenti paesaggi lunari dovuti ad incredibili formazioni rocciose granitiche, conosciuto anche per il “Museo del Banditismo”, che vale la pena visitare.
A seguito della pubblicazione nel 1884 del romanzo dell’autore sassarese E. Costa, intitolato appunto “Il Muto di Gallura”, gli abitanti di Aggius e paesi limitrofi, alimentarono il mito del sanguinario bandito, aggiungendo spesso dettagli coloriti ai racconti sulle sue efferate gesta.
Le vicende di Bastiano Tansu sono state recentemente impresse su pellicola, in un potente film di Matteo Fresi, presentato nel 2021 alla trentanovesima edizione del Torino Film Festival.
In epoca moderna, diversi capaci e volenterosi autori locali hanno pubblicato raccolte di “contos de’ foghile”, raccogliendo quanti più miti e leggende possibile, facendoseli raccontare dagli ultimi custodi di tali “tesori orali”: persone anziane, spesso facenti parte della nutrita schiera di centenari sardi. Purtroppo, non è possibile raccogliere tutte le leggende ed i racconti popolari sardi, che inevitabilmente cadranno nell’oblio letterario.
Una leggenda che riteniamo di grande interesse, scritta con grande abilità narrativa dalla acuta penna di Gianmichele Lisai, è contenuta nella meravigliosa raccolta di miti e leggende sulla Sardegna “101 storie sulla Sardegna che non ti hanno mai raccontato”, dalla quale abbiamo tratto, parafrasandola, la leggenda di Torco, eroe di Sandalia. Sono evidenti le commistioni con il mondo mitologico dell’antica Grecia:
Prima che si sviluppasse la civiltà in Sardegna, Torco proteggeva l’antica isola dagli attacchi dei nemici provenienti dal mare, che intendevano conquistarla e saccheggiarla. Figlio di Nettuno Dio del mare, Torco era un dotato di una forza leggendaria e grande conoscitore dell’arte marinaresca. Instancabile, sorvegliava le coste della Sardegna a bordo di una imbarcazione fatta di giunchi e canne. Fu egli a notare che l’isola aveva forma di sandalo, battezzandola appunto “Sandalia”. Torco si scontrò diverse volte col potente Atlante, comandante dei pirati del Mediterraneo provenienti dalle coste d’Africa. Le cruenti battaglie tra gli equipaggi di Torco e le ciurme di Atlante finivano sempre allo stesso modo: i valorosi soldati di Sandalia, guidati da Torco, avevano la meglio.
Col passare degli anni, anche Torco invecchiava, nonostante le origini divine. Atlante, nel pieno del proprio vigore, decise di approfittare del decadimento fisico di Torco, per sferrare l’attacco definitivo. Si mise a capo di tutte le ciurme piratesche d’Africa, che condusse fino alle coste di Sandalia per portare a termine il piano di conquista. Qui ebbe luogo una battaglia epica tra i due eserciti del mare. I pirati erano in sovrannumero, e in varie fasi della battaglia riuscirono a sbarcare sulla terraferma. Nonostante l’inferiorità numerica, Torco e i suoi valorosi uomini riuscivano sempre a respingere gli invasori e presero perfino il sopravvento, fino a quando un evento nefasto rovesciò le sorti della battaglia. La nave di Atlante speronò la fragile imbarcazione di Torco, che sprofondò negli abissi marini con tutto l’equipaggio. Gli abitanti dell’isola caddero nello sconforto, poiché senza il valoroso condottiero erano alla mercé dei pirati.
Provvidenziale fu l’intervento di Nettuno, che salvò il figlio esanime soffiandogli in bocca lo spirito del mare, per tramutarlo in tritone: metà uomo e metà pesce. Torco acquisì l’abilità di nuotare in maniera agile e veloce come i pesci del mare. Con rinnovata determinazione e forza si mise a capo dell’esercito di tritoni, coi quali circondò le navi dei pirati. Mediante vigorosi movimenti delle code provocarono onde altissime, che mandarono in frantumi le imbarcazioni degli invasori, facendole naufragare. Ancora una volta l’isola era salva grazie al suo eroe.
La leggenda vuole che ancora oggi Torco e i suoi fedeli tritoni abitino il mare di Sandalia, causando mareggiate impetuose con movimenti possenti delle loro code per segnalare i pericoli provenienti dal mare.
Altre leggende risultano più recenti, o sono state elaborate e riprese nelle teorie scientifiche ed archeologiche di diversi scrittori e studiosi della Sardegna. Probabilmente, la leggenda più affascinante di tutte, è correlata alla teoria dell’affermato giornalista di Repubblica Sergio Frau, che individua nella Sardegna l’Isola di Atlantide!
In un saggio-inchiesta, lo studioso di origini sarde, analizza con grande perizia indizi, numerose analogie geografiche, antropologiche e storiche, tracce di cataclismi su costruzioni nuragiche e reperti archeologici. Tali indagini e deduzioni conducono lo scrittore a formulare la teoria che le mitiche colonne di Ercole, di cui tra gli altri scrive il filosofo della Grecia antica Platone, siano da ricollocare. Frau le localizza nel canale di Sicilia. Partendo da tale presupposto, la leggendaria isola di Atlantide, di cui Platone parla nei ”Dialoghi Timeo e Crizia”, risulta verosimilmente riconducibile alla Sardegna.
Se vi appassiona l’archeologia storica e volete approfondire questa affascinante teoria, potete leggere il saggio di Sergio Frau, intitolato ”Le Colonne d'Ercole”.
Sud della Sardegna: le ville in affitto ideali
Sud della Sardegna, mete e alloggi per la tua vacanza
Possiamo delimitare tale territorio, associandolo alla storica provincia di Cagliari e collocandolo idealmente a sud delle provincie di Nuoro e Oristano.
Il territorio occupa approssimativamente un terzo dell’isola, ed è attraversato dalla vasta pianura del Campidano e da alcune catene montuose di medie dimensioni. Anche le isole del Sud Sardegna ne fanno parte, quali l’Isola di San Pietro, l’Isola di Sant’Antioco, Serpentara e l’Isola dei Cavoli.
Si tratta di una zona meno nota rispetto al nord dell’isola, che racchiude mete glamour quali la Costa Smeralda, la meravigliosa costa di Alghero, l’iconica Stintino e la frizzante San Teodoro, nonché il paradisiaco Arcipelago della Maddalena.
Tuttavia, anche il sud annovera nel proprio territorio alcune tra le zone costiere e spiagge più belle del mondo: Tuerredda in territorio di Teulada, Cala Cipolla a Chia, Cala Sinzias a Castiadas, Porto Giunco a Villasimius presso l'area naturale marina protetta Capo Carbonara e le spiagge di Costa Rei e Porto Pino sono solo alcuni degli arenili del sud con sabbia bianca, mare dalle tonalità che vanno dal turchese allo zaffiro e acque dalle trasparenze irreali.
Se state pianificando le vostre prossime vacanze in Sardegna, e ancora non avete prenotato la casa vacanza dove trascorrerle, perché non tener conto che è presente un cospicuo numero di ville in affitto in Sardegna del Sud, adatto a tutte le esigenze e tutte le tasche.
Continuate nella lettura di questo articolo per scoprire di più.
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Sardegna in autunno: cosa vedere?
Sardegna in autunno, tutti i posti da visitare
Che la Sardegna sia una meta ambitissima dai vacanzieri provenienti da tutto il mondo, che offre un’estate all’insegna del mare, del relax e del divertimento per tutte le tasche, è cosa nota. Trascorsa l’alta stagione, l’isola però non va in letargo in attesa della prossima. Al contrario: noi autoctoni vi garantiamo che, proprio quando l’Estate volge al termine, l’isola offre il meglio delle attività. Inoltre i posti da visitare in Sardegna in autunno non mancano.
Di fatto, complici le temperature alte che si registrano in estate, che spesso inducono ad oziare in spiaggia o a bordo piscina, alcune tipologie di attività non sono affatto indicate. Col clima mite autunnale, al contrario, le cose da fare in Sardegna sono molteplici: all’insegna dell’attività fisica, del divertimento, delle tradizioni e della cultura.
Visitare la Sardegna fuori stagione comporta diversi vantaggi anche dal punto di vista economico: i prezzi delle ville in affitto in Sardegna calano drasticamente rispetto ai mesi estivi, così come i prezzi di diversi servizi, dei voli e dei traghetti e quelli delle auto a noleggio. Con una spesa minore si può quindi scoprire un’isola sotto certi versi ancor più bella di quella estiva, da vivere quotidianamente all’aria aperta.
La natura si risveglia a seguito delle prime piogge, in una sorta di seconda primavera tardiva. Il paesaggio collinare dell’interno perde le tonalità dorate dell’erba secca, per assumere una colorazione verde brillante, che ricorda alcune isole del nord dell’Atlantico. A ciò si aggiungono i colori saturi delle gemme e dei fiori delle specie che fioriscono nei mesi autunnali. Perfino i paesaggi costieri assumono colori più intensi nelle giornate autunnali di ottobre e novembre, regalando giochi di luce ed ombre dovuti a posizione ed incidenza dei raggi solari, nuvole e limpidezza dell’aria.
Se siete appassionati di fotografia, è in questi mesi che vi suggeriamo di visitare l’isola per immortalarne l’essenza vera.
Gli amanti delle manifestazioni culturali e tradizionali e delle sagre agroalimentari, in Sardegna in autunno hanno l’imbarazzo della scelta. Non mancano di fatto le occasioni di conoscere meglio il cuore della Sardegna: le zone dell’interno dove sopravvivono tradizioni secolari, e dove i ritmi del quotidiano sono scanditi ancora dalla natura e dalla vita in campagna. Paesi e realtà distanti anni luce dalla Costa Smeralda e dall’offerta turistica che rappresenta.
Sono sempre di più i visitatori provenienti dalla penisola e addirittura dall’estero che affollano le vie dei paesi dell’interno montuoso in occasione di “Autunno in Barbagia“. Durante tali eventi si possono assaporare i sapori antichi dell’isola, custoditi gelosamente nelle ricette tramandate da generazioni, assistere a suggestive esibizioni delle maschere carnevalesche barbaricine, ammirare i costumi tradizionali e godere della proverbiale atavica ospitalità sarda. Il tutto inserito in contesti paesaggistici unici al mondo.
Vi consigliamo caldamente di partecipare a qualcuna di queste giornate nel centro della Sardegna. Il calendario degli eventi è ricchissimo e facilmente consultabile online (vedi link a piè di pagina). Inoltre, avrete l’occasione di esplorare l’interno montuoso e collinare, coi boschi fitti, i parchi naturali, le valli, i canyon, i laghi e le grotte carsiche, tutti di grande interesse e incomparabile bellezza.
Altro suggerimento di luoghi magici da visitare in autunno sono gli innumerevoli siti archeologici della Sardegna. È con la stagione fresca che si possono apprezzare al meglio i villaggi nuragici e i siti prenuragici. Sull’isola si contano tra i 7000 e gli 8000 nuraghi, alcuni dei quali ben conservati e assolutamente da visitare per rendersi conto di cosa erano capaci le popolazioni dell’età bronzo e quali abilità da costruttori e conoscenze scientifiche avessero.
Su tutti, vi suggeriamo di non perdervi, a seconda di dove alloggiate, la reggia nuragica di Su Nuraxi di Barumini, il complesso di Santu Antine a Torralba, il Nuraghe Losa di Abbasanta, oppure il Nuraghe Arrubiu di Orroli. Maggiori info le trovate nei link in fondo alla pagina.
Inoltre, sono di estrema importanza e di grande interesse archeologico le cosiddette Domus de Janas (le case delle fate in sardo logudorese), antiche sepolture preistoriche, fonti di diversi miti e leggende della Sardegna, ed i Pozzi Sacri, legati all’antichissimo culto delle acque e alla posizione della luna.
Ovviamente, se il tempo lo consente, già che siete in Sardegna, approfittatene per visitare una spiaggia in bassa stagione, quando molto meno affollata. Noi di Sardinia Unlimited ci siamo trovati a fare il bagno anche a novembre, quando il tempo è stato clemente. Vi garantiamo che si tratta di una esperienza unica nel suo genere, riservata a chi ha la fortuna di poter fruire di un paradiso terrestre in piena tranquillità: vi sentirete un tutt’uno con la natura circostante e un senso di pace e serenità vi pervaderà. Provare per credere!
Budoni: 5 consigli su cosa fare e dove alloggiare
Cosa fare a Budoni? Spiagge e consigli per le tue vacanze
Se siete alla ricerca di una destinazione che vi dia la possibilità di poter esplorare agilmente un territorio vasto, che va dalle località chic e sofisticate di Arzachena alla avventurosa Dorgali, passando per la moderna e cosmopolita Olbia, la medievale Posada e la tradizionale Siniscola, allora Budoni è la località che fa per voi.
Eleggete il paesino della Gallura meridionale come punto di partenza per le vostre vacanze e non vi pentirete della scelta.
Se a questo punto vi state ancora domandando cosa fare a Budoni, vi diamo di seguito alcuni suggerimenti.
Il centro risulta meno noto di alcune destinazioni glamour site a pochi chilometri, e ciò presenta indubbiamente diversi vantaggi. In primis, i prezzi delle case vacanza sono tendenzialmente più economici. Inoltre, le spiagge di Budoni risultano meno affollate, soprattutto in bassa stagione, rispetto a quelle più note del nord Sardegna… ma ciò non significa che siano meno belle.
A voi la scelta quindi tra una vacanza rilassante, da trascorrere frequentando le spiagge della zona, o tra una più mondana ed all’insegna della scoperta di cosa offra il vasto territorio circostante.
I nostri consigli su 5 cose da fare a Budoni e dintorni (pandemia permettendo):
- 1. Prendere il sole in spiaggia. Vedi sotto i nostri suggerimenti;
- 2. Un tour storico archeologico: visitare le rovine del vicino Nuraghe San Pietro, in territorio di Torpé, per scoprire l’affascinante civiltà nuragica dell’età del bronzo. Visitare inoltre il pittoresco centro storico di Posada, con il bellissimo Castello della Fava. Il tutto si può raggiungere in pochi minuti di viaggio in macchina da Budoni e dintorni;
- 3. Partecipare a Sa Festa Manna di Budoni, (la festa grande). Se vi trovate in zona a cavallo del 29 agosto, in paese si festeggia il Santo Patrono: San Giovanni Battista. Sono previsti 3 - 4 giorni di eventi, tra concerti, processione di gruppi folk e spettacoli vari;
- 4. Fare un tour enogastronomico, gustando le prelibatezze che offre il territorio, nei vari ristoranti, agriturismi e cantine della zona. In ogni tour culinario tra Gallura e Baronia che si rispetti non possono mancare i piatti a base di pesce ed il “porcetto arrosto o allo spiedo”, preparati secondo la tradizione, accompagnati da vini locali, quali il fresco e vivace Vermentino di Gallura ed il robusto Cannonau da Oliena, Dorgali o Mamoiada;
- 5. Organizzare una serata movida, da trascorrere tra i locali e l’offerta di intrattenimenti serali di San Teodoro, Olbia, oppure della Costa Smeralda. Vi consigliamo di affidarvi ad un’agenzia specializzata per prenotare un servizio di noleggio vettura con conducente, che possa accompagnarvi in sicurezza durante tutta la serata.
Tra le spiagge in territorio di Budoni segnaliamo:
Porto Ainu, dalla sabbia candida ed un fondale basso bagnato da acque turchesi con le tipiche trasparenze del mare di Sardegna. La spiaggia non è attrezzata e non vi sono servizi, motivo per il quale è poco affollata anche in alta stagione. Nelle vicinanze è presente un parcheggio a pagamento.
Porto Ottiolu è il nome di una frazione di Budoni posta sul mare, con un grazioso ed importante porticciolo turistico ed una spiaggia che è una piccola perla naturale. La sabbia è bianca ed il mare restituisce tonalità tra l’azzurro intenso ed il blu cobalto. L’arenile è adatto a famiglie con bambini, per via del fondale basso e per il fatto che siano presenti diversi servizi a pochi passi, quali punto ristoro, vari locali e comodo parcheggio. Inoltre, la spiaggia è accessibile alle persone diversamente abili.
Baia Sant'Anna è una spiaggia libera presso Tanaunella, altra frazione di Budoni, che merita senz’altro una visita. L’arenile candido è circondato da una pineta che purifica e profuma l’aria ed il mare è cristallino ed azzurro.
Vi sono dei comodi parcheggi in prossimità del litorale.
A ridosso della spiaggia di Sant'Anna è presente uno stagno, dove è possibile osservare dei bellissimi fenicotteri rosa. Nel territorio compreso tra San Teodoro e Budoni vi sono diversi ecosistemi acquatici, noti a chi pratica il birdwatching.
Cala di Budoni, così vengono definiti quattro chilometri di litorale nordorientale sardo. Essa si estende tra le punte Li Cucutti e Porto Ainu. Il mare in questa zona offre incredibili trasparenze, mentre l’arenile di sabbia fine e chiara, in alcuni tratti degrada dolcemente in un fondale basso, adatto ai giochi dei bimbi.
Sono presenti diversi servizi, che consentono di usufruire confortevolmente della spiaggia, accessibile anche alle persone diversamente abili. Nelle prossimità è presente inoltre un ampio parcheggio che consente di raggiungere la spiaggia in auto maniera agevole. In zona sono presenti diversi punti di ristoro, bar ed attività che noleggiano attrezzatura da spiaggia.
Il tratto di litorale assume denominazioni differenti lungo il proprio percorso, tra cui: Li Salineddi, Salamaghe, Lido del Sole, Sa Capannizza.
La zona, nella sua alternanza di stagni, dune di sabbia e pinete, costituisce un habitat naturale con una grande varietà faunistica. Il litorale è circondato da una rigogliosa macchia mediterranea, che profuma l’aria coi propri aromi ed aggiunge meravigliose tonalità di verde all’idilliaco paesaggio.
La cala è inoltre frequentata da amanti degli sport acquatici, quali windsurf, diving e snorkeling.
Budoni: 5 consigli su cosa fare e dove alloggiare : Leggi Altro
Sposarsi in Sardegna
Avete mai pensato a quanto sarebbe bello sposarsi in Sardegna? Noi di Sardinia Unlimited abbiamo diverse soluzioni per trasformare il vostro sogno in realtà.
Se siete interessati ad organizzare un ricevimento privato per pochi intimi, mettiamo a vostra completa disposizione le nostre ville esclusive con piscina vicine al mare. Potrete ricevere i vostri ospiti in un bellissimo giardino, ascoltando il suono del mare. La cerimonia potrà essere organizzata a seconda delle vostre esigenze, e potrete trascorrere la successiva luna di miele nella stessa location. Diamo anche l’opportunità di organizzare il catering o di avere a disposizione dei cuochi pronti a soddisfare tutte le vostre esigenze.
Inoltre, vi informiamo che esiste la possibilità di sposarsi con rito civile in Sardegna. Se siete interessati, possiamo mettervi in contatto con un wedding planner per una consulenza, che vi aiuterà nella compilazione di tutte le pratiche previste. Un’altra opzione per il ricevimento è rappresentata da una festa in spiaggia, che può essere organizzata in un hotel che abbia a disposizione una spiaggia privata e dispone di un numero di stanze sufficienti ad ospitare comodamente tutti i vostri ospiti. Se invece preferite un’atmosfera più aperta, potreste optare per una spiaggia pubblica: in tal caso, un nostro specialista vi aiuterà ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie presso le autorità competenti. Saremmo quindi onorati di potervi ospitare in una delle nostre proprietà, dove potrete trascorrere i giorni successivi alla cerimonia con i vostri ospiti più intimi.
Una esperienza elettrizzante potrebbe essere organizzare il matrimonio in barca in Sardegna.
Se invece preferite la campagna al mare, vi è la possibilità di organizzare il ricevimento in una tenuta vinicola o agriturismo. Qui potrete ammirare lo spettacolare paesaggio della Sardegna e vedere da vicino le viti e olivi secolari della Sardegna. In caso di brutto tempo, si può predisporre una grande sala al coperto dove potrete trascorrere il vostro tempo in una location elegante ed esclusiva.
Vi è inoltre la possibilità di unire tutte queste opzioni a vostro piacimento, in modo da costruire il matrimonio dei vostri sogni. Infine, se conoscete già una casa che sembra adatta a voi, non esitate a contattarci. Le ville in Sardegna sono spesso la location perfetta per un ricevimento nuziale, data la vicinanza al mare e la possibilità di trascorrere i vostri momenti più belli in un’atmosfera intima e privata.
Per darvi qualche idea di ville in Sardegna, date un'occhiata a queste strutture:
Villa La Bitta: piscina privata vicina al mare
Villa Smeralda: ad appena 20 metri dal mare
Villa Linayre: villa in affitto a Stintino.
Fare Vela in Sardegna
Fare vela in Sardegna è un’esperienza bellissima in quanto l'acqua del mare sardo è cristallina e le calette che si possono visitare in barca a vela sono di una bellezza unica. Il nord della Sardegna è un vero e proprio paradiso, per la sua natura e la vegetazione, ma anche per tradizione e cultura. Vi sono inoltre numerosi porti dove è possibile noleggiare una barca a vela oppure prenotare delle escursioni verso le più belle spiagge dell’isola.
Da non perdere l’escursione in barca a vela nelle isole del Parco Nazionale di La Maddalena, dove si possono ammirare alcune delle più belle e rare spiagge del mondo, come la Spiaggia Rosa (il cui colore dei fondali è dato da gusci di un particolare organismo unicellulare), la Spiaggia del Cavaliere nell'isola di Budelli o la spiagge di Cala Coticcio. Il Parco Nazionale di La Maddalena è molto importante anche da un punto di vista culturale e storico in quanto sede della casa dove Giuseppe Garibaldi trascorse l'ultimo periodo della sua vita e che oggi è un museo storico che racconta di uno dei più grandi personaggi italiani del XVIII secolo.
La costa orientale è la costa più importante per velisti perché il mare è più protetto dalle montagne che si innalzano su queste coste. L'aera attorno Olbia, ossia la Costa Smeralda è molto conosciuta come punto di incontro e attrazione per tutti coloro che sono interessati alle barche. Al porto di Porto Cervo si possono vedere alcuni degli yacht più belli e più costosi al mondo. In tutta l'area della costa orientale vi sono dei piccoli porticcioli, dove si possono ancorare barche di ogni genere, per esplorare la terraferma e conoscere i piccoli villaggi dove è molto viva la tradizione per cui si ha la possibilità di gustare piatti tipici prelibati. E’ assolutamente da visitare anche la costa centro-nord dell'isola con le sue splendide rocce rosse, come ad esempio a Costa Paradiso. La costa rocciosa offre calette uniche, e rocce scolpite dall'acqua e dal vento.
Le ville in affitto più adatte per fare vela in Sardegna sono Villa Il Mosaico di Nora: villa a soli 100 metri dalla spiaggia e Villa Carezza di Mare, con piscina privata.
Ma naturalmente noi vi consigliamo, se avete tempo, di circumnavigare l'intera isola, dove vi sono bellissime tappe dove fermarsi ed esplorare nuovi posti ricchi di magia: dai famosi Nuraghi alle spiagge incontaminate e calette da sogno, che renderanno la vostra vacanza indimenticabile.
Stintino un paradiso in mezzo al fantastico mar Mediterraneo
Un paradiso in mezzo al mar Mediterraneo
Una delle spiagge più famose della Sardegna è La Pelosa a Stintino. L'acqua ha colori indescrivibili, che vanno dal blu al verde con sfumature di turchese. La sabbia bianca è talmente liscia che si ha la sensazione di camminare su di un manto di ovatta. La spiaggia è attrezzata con lettini e ombrelloni a noleggio e vi sono alcuni chioschi dove potersi ristorare. L'acqua è bassa e digrada lentamente e ciò rende la spiaggia perfetta anche per famiglie con bambini piccoli.
Di fronte alla spiaggia di La Pelosa si trova una vecchia torre, che è stata costruita come difesa dalle invasioni provenienti dal mare. Questa può essere ammirata anche dall'acqua, con una prospettiva unica ed un paesaggio meraviglioso da scoprire e contemplare. L’accesso alla torre non è permesso per motivi di sicurezza.
Oggi l'isola dell' Asinara è conosciuta anche per la presenza di asini bianchi ed è diventata una riserva naturale e marina. È comunque possibile visitare l'isola tramite alcune agenzie, che da Stintino propongono escursioni in barca a vela oppure in fuoristrada o in bicicletta. Fino al 1997 questa isola ospitava una prigione di massima sicurezza, dove venivano detenuti anche noti esponenti della mafia italiana.
Il villaggio di Stintino ha due porti: Porto Mannu e Porto Minore, da dove è possibile fare diversi tour o noleggiare una barca. Stintino offre diverse attività: dalle immersioni al kitesurf o percorsi in kayak. Vi sono inoltre ottimi e rinomati ristoranti aperti durante la stagione, alcuni tutto l‘anno. Vi consigliamo di fare una gita a Stintino oppure affittare una delle bellissime case vacanze in prossimità di questa bella località da sogno, quali:
Il Rifugio del Bandito.
Villa Lynaire
Villa Reina del Mar - che si trova in territorio di Alghero, presso Fertilia.
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