Come raggiungere e cosa vedere a Stintino. porto

Come raggiungere Stintino?

Nato nel 1885 da un gruppo di pescatori dell’isola dell’Asinara, a tutt’oggi Stintino viene considerato uno dei borghi più belli d’Italia. Il nome di questo piccolo villaggio è spesso menzionato in relazione alla spiaggia della Pelosa. D’altronde è pur sempre la spiaggia più famosa della Sardegna. È un’attrattiva unica che, col suo mare cristallino e la sabbia bianca e impalpabile, non teme il confronto con le spiagge più blasonate del mondo. Il fascino esercitato da questa località è tale da richiamare ogni anno centinaia di migliaia di turisti, tanto da diventare tra le prime spiagge a numero chiuso in Sardegna (iniziativa utile a rendere l’esperienza più vivibile). 

Vediamo come arrivare a Stintino:

Dall’aeroporto di Alghero è possibile raggiungere Stintino in auto passando per Porto Torres e seguendo le indicazioni. Altrimenti per chi arrivasse dall’aeroporto di Olbia o da Golfo Aranci, dovrà prima raggiungere Sassari percorrendo la SS 131, seguendo le indicazioni in direzione Porto Torres per poi immettersi sulla SP 57.

Non è presente una linea ferroviaria che arrivi a Stintino, ma è possibile raggiungerla tramite i vari servizi di trasporto presenti nella regione che collegano le principali città della zona con il centro del borgo e la spiaggia della Pelosa. 

Per quanto consigliamo di dotarsi di un mezzo di trasporto che permetta di muoversi autonomamente è possibile usufruire del servizio navetta che collega le principali spiagge e località col centro di Stintino. Ma tranquilli, se pur più limitata, anche un'esperienza più sedentaria, se ben organizzata, sarà indimenticabile. Quindi che la vostra vacanza sia all’insegna della scoperta o del relax più totale vi suggeriamo alcune delle nostre ville che grazie alla loro posizione e caratteristiche uniche sono perfette come punto di partenza per partire alla scoperta di Stintino e delle sue meraviglie. Sia in auto che a piedi.

Villa Linayre 

Una villa da sogno, tra le più esclusive della Sardegna. La sua piscina a sfioro fa da palcoscenico a uno dei panorami più suggestivi dell’isola. La vista privilegiata sulla torre del Falcone e lo spettacolo del tramonto al quale assisterete da qui è impossibile da descrivere a parole. Si può solamente ammirare e rimanere a bocca aperta. 

Villa Il Rifugio del Bandito 

Una splendida e accogliente villa in affitto, perfetta per chi decide di trascorrere le proprie vacanze in famiglia. Grazie al suo bel giardino e alla sua vicinanza alle spiagge principali vi farà sentire come a casa.

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Alghero e dintorni: Sardegna da vedere. foradada

Nel cuore a nord ovest della Sardegna: alla scoperta di Fertilia

La città di Alghero e la riviera del corallo sono alcune delle perle più pregiate della Sardegna. “L'Alguer” (come viene chiamata in lingua locale) è contraddistinta da un fascino unico in Sardegna, dovuto alla sua origine catalana. Una meta obbligata per tutti coloro che ogni anno decidono di scegliere la costa nord occidentale della Sardegna per le proprie vacanze e che si fanno conquistare dalla sua cucina, dai siti archeologici e dalle spiagge di sabbia bianca e impalpabile che abbondano nella zona.

Nei dintorni di Alghero, a circa 6 chilometri dal centro, sorge il piccolo borgo di Fertilia. La frazione fu fondata nel marzo 1936 in seguito alle bonifiche della laguna costiera del Calich. Da allora questa piccola frazione divenne la casa degli esuli ferraresi prima, e di Istria e Dalmazia poi. In virtù di questa mescolanza, Fertilia in Sardegna rappresenta una realtà atipica, che da allora ha continuato ed evolvere, sviluppando una nuova identità, senza dimenticare quella del passato. Non del tutto sarda, seppur isolana, algherese, ma non catalana. Il borgo rappresenta ormai una realtà turistica alternativa per chi decide di scegliere Alghero e dintorni da vedere e da vivere, offrendo la possibilità di godere di tutti i vantaggi offerti dalla vicina città catalana, che a tutti gli effetti rappresenta una delle mete turistiche più famose d’Italia, ma senza rinunciare a relax e privacy.

La posizione di Fertilia è l’ideale per chi volesse scoprire la zona. In 5 minuti in auto è possibile raggiungere le spiagge più belle dell’intera area. Le Bombarde, Il Lazzaretto e Mugoni, con la loro sabbia vellutata, rappresentano un must e si possono annoverare senza alcun dubbio tra le spiagge più belle della Sardegna. Ma non bisogna pensare che ci sia solo il mare. Il ponte romano, lo stagno del Calich (scelto come casa da diverse specie volatili come i fenicotteri), il bellissimo complesso archeologico del nuraghe di Palmavera, le suggestive vie ferrate e i sentieri naturalistici, rendono quest’area densa di attrattive.

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Cosa vedere nella Sardegna del nord. Nuraghe Santa Sabina

Borghi e sabbia bianca: I segreti del nord della Sardegna

Il nord Sardegna è una vasta zona, che possiamo associare alla Provincia di Sassari, compresa l’ex provincia di Olbia Tempio e la Gallura intera, e che idealmente include i lembi di terra più settentrionali delle province di Nuoro e Oristano. Tale quadrante è conosciuto in tutto il mondo per via delle baie da sogno di sabbia bianca e acque trasparenti, che si annoverano tra le spiagge più belle del mondo. Inoltre, la fama internazionale della Costa Smeralda ha fatto sì che diverse località del Nord Est campeggino tra le location più esclusive in assoluto, Porto Cervo in testa.

Anche i borghi turistici del nord ovest dicono sempre di più la loro nel panorama turistico internazionale, per via della presenza di spiagge di grande bellezza, centri storici con perle di architettura, frutto di vicende storiche interessanti e intricate.

In questo articolo vi sveliamo in Sardegna del nord cosa vedere, abbandonando un tantino i soliti itinerari turistici.

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Le spiagge più tranquille della Sardegna. Tramonto

Le 5 spiagge più tranquille della Sardegna secondo noi

Sardegna: un’isola baciata dalla natura. Poche isole al mondo possono vantare un numero così grande di spiagge da sogno come questa isola magica al centro del Mediterraneo.

Tutte le spiagge della Sardegna differiscono tra loro per alcune peculiarità, date dalla combinazione tra elementi ricorrenti. La colorazione unica dell’arenile, dal bianco più candido al rosa corallo, passando per l’oro intenso. La consistenza della battigia, che può essere composta da sabbia impalpabile come zucchero a velo o sassolini lisci come chicchi di riso, o ancora da nuda roccia. Le tonalità dell’acqua cristallina, che variano tra turchese, azzurro Italia, blu cobalto e verde degli smeraldi. La presenza o meno di vegetazione e macchia mediterranea. La forma della baia, a ferro di cavallo, a mezzaluna, striscia sottile tra due mari, oblunga, a forma di diamante o archi convergenti. La presenza nei dintorni di alte falesie, rocce granitiche, campi pianeggianti, dune imponenti, isole e isolotti. Si possono ottenere innumerevoli combinazioni, e pare che la natura in Sardegna le abbia volute provare tutte, come indecisa quale spiaggia dovesse essere la regina.

Alcune spiagge della Sardegna sono note e apprezzate da visitatori da tutto il mondo, che le frequentano regolarmente, quali Cala Brandinchi a San Teodoro, oppure l’iconica La Pelosa di Stintino, o ancora Porto Giunco a Villasimius, non tralasciando le cale dell’Ogliastra e le spiagge dell’Arcipelago della Maddalena. La fama internazionale comporta che, specialmente in alta stagione, le spiagge più belle e facilmente accessibili risultino piuttosto affollate. Oggi vogliamo suggerirvi alcune spiagge nascoste della Sardegna, altrettanto affascinanti, ma di sicuro meno frequentate. Siamo certi che le energie spese durante il viaggio, necessario per raggiungere tali perle incontaminate, alla fine saranno ripagate.

Continuate nella lettura, per scoprire la nostra classifica delle baie dove poter godere del mare e del sole in piena tranquillità e dove poter rilassarsi tutto l’anno.

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Le Spiagge più belle della Sardegna mare blu

Le spiagge più famose e suggestive della Sardegna sono ospitate nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, con i suoi 180 km di coste.

La caratteristica unica di questo meraviglioso parco è la presenza di insenature che, insieme con il fondale, danno luogo a colori del mare che coprono tutte le gradazioni dell’azzurro, del celeste e del blu intenso. Vi sono spiagge bellissime in Sardegna quali la Spiaggia Rosa (il cui colore dell’arenile è dato dalla presenza di gusci di un particolare organismo unicellulare) e la spiaggia del Cavaliere nell’isola di Budelli, le spiagge di Cala Coticcio, Cala Napoletana e la spiaggia del Relitto a Caprera, Cala Corsara e Cala Granara a Spargi.

Il parco è molto importante anche dal punto di vista culturale in quanto vi è la residenza, in cui Giuseppe Garibaldi trascorse l’ultima fase della sua esistenza e che oggi custodisce un museo vivo delle memorie e della storia di una delle maggiori personalità dell’Ottocento italiano e non solo.

Vi è la possibilità di visitare Caprera e le altre isole tramite le numerose compagnie che organizzano gite in barca. Inoltre, questa zona è ben organizzata ad accogliere turisti, i quali troveranno per esempio possibilità di affittare appartamenti o ville indipendenti a Palau, Costa Paradiso e Santa Teresa Gallura, località collocate in posizioni strategiche per poter visitare tutto il nord Sardegna, anche in pochi giorni.

Vi raccontiamo una storia sulle spiagge della Sardegna dal punto di vista storico e non solo della bellezza! Come facciamo noi a conoscere questi aneddoti? Semplice! Viviamo da sempre in Sardegna, le nostre famiglie sono sarde e conosciamo nel dettaglio i posti e le spiagge meravigliose che costituiscono il litorale di questa meravigliosa isola.

Spiaggia Rosa: si racconta che il custode dell’isola, capitato lì per caso a bordo di un catamarano diversi anni fa, decise di cambiare la sua vita, spinto dalla bellezza e fascino di questa spiaggia incantata. Abbandonò i suoi piani che prevedevano di recarsi in Polinesia e rimase qui accontentandosi di vivere in una vecchia costruzione militare ma godendo della sua condizione di unico abitante di un paradiso.

Secondo noi queste ville sono perfette per esplorare la zona:

Villa Incanto Di Gallura

Villa Naytiri

Villa Brandinchi

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Cosa vedere in Sardegna con i bambini? Parco Donnortei

Cosa vedere in Sardegna con i bambini? 5 posti unici

Noi di Sardinia Unlimited sappiamo bene, per esperienza personale, quanto sia bello, divertente ed appagante trascorrere le nostre vacanze con bambini al seguito. Passare qualche tempo in compagnia dei più piccoli può risultare anche impegnativo: bisogna sempre trovare il modo di stimolare la loro fantasia, impegnandoli con attività ludiche ed educative. Una vacanza in Sardegna offre infinite opportunità di relax e svago, in scenari naturali incantevoli, ma offre molto anche a chi progetta un viaggio coi piccoli di casa. Questa isola magica non è solo mare turchese, splendide spiagge e paesaggi da sogno: offre tanto altro, anche per i più giovani. Di seguito elenchiamo cinque delle principali attrazioni per bambini di ogni età, testate direttamente dai nostri piccoli di casa.

Parco Donnortei.

Il Parco Donnortei rappresenta una vera e propria chicca, quasi un posto segreto che ci sentiamo di suggerire a chi visiti la Sardegna in qualsiasi periodo dell’anno. Si tratta di un meraviglioso parco naturale inserito in un contesto montano unico, nel territorio di Fonni, parte della Barbagia di Ollolai. Il parco è privato, ed è gestito dalla famiglia che possiede tali terre, nonché l’agriturismo omonimo. La gestione del parco viene fatta in collaborazione con diverse facoltà universitarie italiane e sarde, che studiano la flora e la fauna unica presente all’interno del parco stesso, tra cui diverse specie endemiche. Nell’agriturismo si possono provare i piatti tipici della cucina sarda e barbaricina e si può pernottare in confortevoli camere, ma il motivo principe per il quale suggeriamo di visitare questa meravigliosa struttura è la possibilità di prenotare una escursione guidata all’interno del parco stesso, che non è accessibile altrimenti, giacché recintato.

L’escursione costituisce un’esperienza unica, da fare almeno una volta nella vita. Un lungo sentiero da trekking, che si snoda in un fitto bosco di querce autoctone, conduce nel cuore del parco, sulle irte pendici di un monte. Una guida esperta illustrerà tutte le peculiarità naturali che si possono ammirare in tale paesaggio maestoso, accompagnando il gruppo fino ad una piccola radura dove quotidianamente si compie la magia: nessuno resta indifferente, dal più grande al più piccino. Attirati dal mangime distribuito dalla guida, decine di daini, cerbiatti e cervi sardi si materializzano davanti agli occhi increduli dei bambini, come in un bosco fatato. Esemplari di maschi con sontuosi palchi, timide femmine e veri e propri tenerissimi “bambi”, che vivono allo stato brado, avvicinano i visitatori, mangiando direttamente dalle loro mani. Poche altre esperienze ristabiliscono l’armonia con la natura come questa, che si può vivere a pochi passi dall’iconico Gennargentu.

Assolutamente da non perdere!

Acquario di Cala Gonone.

Non distante dalle meravigliose calette del Golfo di Orosei, quali Cala Mariolu, Cala Luna, Cala Goloritzé e dalle spettacolari grotte del Bue Marino, si trova l’acquario di Cala Gonone. Se capitate da queste parti con bambini (ma anche senza!), approfittatene per visitare quest’interessantissima attrazione. La moderna struttura ospita ben 25 vasche espositive, che rappresentano una sorta di percorso che attraversa immaginariamente diversi mari e zone acquatiche del mondo. In esse vivono circa 300 specie marine, dai piranha alle tartarughe marine caretta caretta. Si possono anche svolgere attività ludiche didattiche, all’insegna del rispetto per l’ambiente e dei mari. A metà percorso si farà la conoscenza della simpaticissima volpe Rosa Fumetta, mascotte dell’acquario, per sensibilizzare sulle vittime da incendio boschivo, a cui è sopravvissuta miracolosamente. A fine visita è possibile accarezzare le razze ed altre specie nella vasca tattile. Sono inoltre presenti un'area giochi esterna, snack bar ed ampio parcheggio.

Didattico e ludico. I bambini lo adorano!

Sardegna in Miniatura.

Il Parco Sardegna in Miniatura, come recita il sito istituzionale, è un vero e proprio polo integrato di divulgazione scientifica, che si sviluppa su un’area di circa 50.000 mq. Si tratta di un complesso di diverse attrazioni e parchi tematici di grande interesse, e dall’indubbio fascino per i bambini. Il parco si trova nei pressi del villaggio nuragico di Su Nuraxi a Barumini, non distante dalla Giara di Tuili. Il primo nucleo del parco, che risale al 1999, è costituito dalla Sardegna in miniatura, dove è possibile passeggiare ed ammirare fedeli riproduzioni in scala dei principali monumenti, siti e simboli sardi. È possibile perfino circumnavigare tale attrazione in barca. Inoltre, presso il padiglione nuragico, si possono rivivere usi e costumi delle popolazioni nuragiche della Sardegna nel periodo del ferro. Il tutto visitando la ricostruzione di un villaggio tipico della civiltà nuragica, risalente a 3.000 anni fa.

Fanno parte del complesso pure un interessante Parco Natura, con biosfera ed un acquario a tunnel, unico in Sardegna, che consente di visitare un ecosistema tropicale, apprendendo nel contempo l’importanza del rispetto per l’ambiente. Una vasca con grandi carpe koj piacerà di sicuro ai più piccoli, che subiscono il fascino di questi meravigliosi pesci colorati. Grande sarà lo stupore dei bimbi anche dinnanzi ai caleidoscopici volatili che rallegrano la voliera dei pappagalli, a cui segue l’oasi delle piante grasse.

Sono presenti anche un museo dell’astronomia, vero e proprio centro di ricerca scientifica, dove poter sperimentare diverse attività ed apprendere nozioni di astronomia ed astrofisica. Di grande interesse è la cupola di 11 metri di diametro, sotto la quale viene proiettato il planetario, tra i più grandi e tecnologici a livello nazionale.

Il piatto forte, a nostro avviso, che lascerà a bocca aperta i visitatori più giovani, è rappresentato dal Parco dei Dinosauri, il più grande d’Italia nel suo genere. I piccoli di casa non si annoieranno di certo in tale sezione, che piace tanto anche a noi adulti. Bimbi e genitori resteranno a bocca aperta dinnanzi alle fedeli riproduzioni animatroniche di Tirannosaurus-rex, Apatosauri ed altre specie del giurassico, tra cui alcuni cuccioli di dinosauro, che si muovono e ruggiscono per davvero! Non può mancare la visita al Megalodonte, il re dei mari della preistoria, ed alla recente area dedicata all’era glaciale, dove troneggiano Mammut e grossi felini preistorici. Siete pronti a tornare indietro nel tempo ed a sentirvi come in un colossal hollywoodiano?

Educativo e divertimento top per i vostri bambini!

BittiRex.

Se vi trovate nel nord della Sardegna, ed avete poco tempo a disposizione, o Tuili e Barumini vi paiono troppo distanti e non ve la sentite di affrontare un viaggio così lungo con bambini, abbiamo per voi una valida alternativa. Nei pressi di Bitti, nella regione storica della Barbagia, al confine con la provincia di Sassari, si trova BittiRex: altro piccolo parco tematico dove sono presenti fedeli ricostruzioni in dimensioni reale di dinosauri. Se anche i vostri piccoli sono appassionati di paleontologia e degli esseri che ci hanno preceduto sulla terra, allora vale la pena fare un salto da queste parti.

Consigliato!

Parchi giochi acquatici della Sardegna.

Nelle giornate estive ventose, quando il mare è troppo mosso e pericoloso per poterne usufruire in sicurezza, perché non visitare uno dei tanti parchi giochi acquatici dell’isola? Ve ne sono diversi, disseminati in tutto il territorio sardo. I bambini adorano utilizzare gli scivoli a tubo e lasciarsi trasportare dall’acqua durante le esilaranti discese. Inoltre diversi parchi offrono servizi ristoro ed animazione, che coinvolge grandi e piccini con attività divertenti, coreografie e musica. I parchi divertimento acquatici più grandi, dal nord al sud Sardegna, sono: Aquafantasy a Isola Rossa, Trinità d’Agultu e Vignola; Water Paradise a Eden Beach, Sorso; Aquadream a Baja Sardinia; Parco acquatico Baradili a Baradili; BluFan a Sarroch; Diverland a Quartucciu.

Rinfrescatevi con un tuffo nel blu delle piscine!

  Cosa fare in Sardegna con i bambini? : Leggi Altro

  

Cosa fare per Capodanno in Sardegna? Fuochi d'artificio

Cosa fare per Capodanno in Sardegna?

Capodanno in Sardegna è un periodo speciale. Festeggiare la dipartita dell’anno vecchio e l’arrivo di quello nuovo, stilare una lista di buoni propositi in riva al mare, partecipare a concerti e veglioni in compagnia dei nostri cari, sono tutte cose che assumono un fascino del tutto particolare su questa isola magica. Potrete inoltre approfittare dell’occasione per trascorrere un periodo spensierato in una delle nostre ville in affitto per capodanno in Sardegna.

Diverse località isolane offrono solitamente un calendario di eventi ricchissimo, paragonabile a quello dei più importanti capoluoghi italiani, costellato di concerti di star internazionali, appuntamenti culturali, rassegne enogastronomiche e tanto altro. Le città della Sardegna che usualmente prevedono una importante programmazione per San Silvestro sono città dalla doppia anima, cosmopolita e tradizionale. Sono anche centri con una forte vocazione turistica: Cagliari, Sassari, Alghero, Olbia, Castelsardo.

  5 consigli per il tuo Capodanno in Sardegna : Leggi Altro

  

Cosa fare in Sardegna a Novembre? Mare in autunno

Vacanze in Sardegna a Novembre, tutto ciò che devi sapere!

A chi dovesse capitare di avere in calendario ferie nel periodo autunnale, potrebbe chiedersi cosa fare durante tale periodo. Oltre a stare in pigiama a sorseggiare cioccolata calda e vedere serie tv, cose che adoriamo, per il mese di novembre vi suggeriamo di visitare la Sardegna, per diversi buoni motivi che spieghiamo di seguito.

 

Premettiamo dicendo che questa è un’isola speciale, che ha tanto da offrire durante tutto l’arco dell’anno. Le cose da fare in Sardegna nei mesi di settembre, ottobre e perfino novembre sono molteplici.


  • Trasporti e collegamenti con la Sardegna.

Durante la stagione autunnale ed invernale vengono garantiti i principali collegamenti aerei e via mare con la penisola italiana, anche in virtù della politica di Continuità Territoriale, oltre che numerosi voli da e per diverse città europee.

I principali scali aeroportuali sono quelli di Cagliari, Olbia ed Alghero. I porti principali sono a Cagliari, Olbia e Porto Torres.


  • Clima in Sardegna in Autunno.

Le giornate sono solitamente piacevoli anche durante l’autunno, soprattutto nelle località costiere, dove si registrano temperature attorno ai 20° gradi, con piogge poco frequenti, alternate a periodi soleggiati.

Mentre nell’Europa continentale solitamente già si pensa al Natale, noi in Sardegna guardiamo indietro all’estate.

Una leggera escursione termica si registra anche tra nord e sud dell’isola, poiché quest’ultima zona risulta leggermente più mite durante autunno ed inverno, anche perché meno esposta ai venti provenienti da nord e nordovest.

Nell’interno collinare e montuoso le temperature sono più rigide, e potrebbe capitare che a fine novembre si verifichino le prime nevicate sul Massiccio del Gennargentu e sul Monte Limbara, il che potrebbe rivelarsi l’occasione ideale per una piacevole passeggiata sulle pendici imbiancate di tali catene. 

 

  • Vantaggi della destagionalizzazione.

I visitatori provenienti dai paesi mitteleuropei e scandinavi conoscono bene i vantaggi derivanti dal visitare la Sardegna a ottobre e perfino a novembre, rappresentando il gruppo turistico più nutrito durante i mesi autunnali. Si dovrebbe imparare da loro, per godere appieno di un’isola dalle molteplici sfaccettature, più vivibile quando poco affollata, non trascurando gli indubbi vantaggi economici che si hanno rispetto ai mesi estivi, dovuti ai minori costi per l’affitto delle ville e case vacanze con piscina e dei servizi.

 

Continuate nella lettura per scoprire i nostri 5 consigli sull’autunno in Sardegna.

  Cosa fare in Sardegna a Novembre? 5 Consigli : Leggi Altro

  

Inverno in Sardegna, i posti da visitare. Mamoiada, Mamuthones

Riti, tradizioni e mete per l'inverno in Sardegna

Lo sappiamo, potrebbe sembrare strano voler trascorrere una vacanza in inverno in Sardegna.
In realtà, questa isola serba sempre delle sorprese ed è ricca di attrazioni, eventi e cose da fare in ogni stagione, perfino durante quella invernale.

• Sciare in Sardegna.

Probabilmente, se siete amanti della settimana bianca, la Sardegna non è la meta più indicata per voi… anche se, ad onore del vero, esiste un comprensorio sciistico distribuito sui territori di Fonni, Villagrande Strisaili e Desulo. Sorpresi?
Le principali piste di discesa si trovano sulla vetta del Bruncu Spina, parte del massiccio del Gennargentu, e si sviluppano per diversi chilometri nel cuore della provincia di Nuoro, con tanto di impianti di risalita.
La stagione sciistica dura dai 2 ai 3 mesi, solitamente da dicembre a marzo, mesi in cui si verificano abbondanti nevicate, richiamando diverse migliaia di appassionati sardi e non.

• Visitare siti archeologici.

Le possibili attrazioni in Sardegna d'inverno non si limitano di certo alle attività nelle stazioni sciistiche.
La stagione fredda si presta particolarmente alla visita dei siti archeologici, distribuiti in lungo ed in largo su tutta l’isola, da inserire eventualmente in itinerari di trekking e salutari passeggiate all’aria aperta.

In Sardegna si contano tra i 7.000 e gli 8.000 Nuraghi: massicce torri tronco coniche risalenti all’età del bronzo, costruite con massi di pietra di diverse dimensioni, utilizzando tecniche costruttive rivoluzionarie per l’epoca.
Diversi villaggi nuragici sono stati portati alla luce mediante imponenti scavi archeologici, e risultano perfettamente conservati. Vi suggeriamo caldamente di visitare uno dei complessi maggiori. A seconda di dove vi troverete, avrete sicuramente un sito archeologico nelle vicinanze: Nuraghe Arrubiu, Palmavera, Santu Antine, Su Nuraxi, Sa Prisgiona, Nuraghe Losa, Riu Mulinu, eccetera.
Per cogliere l’essenza di tali imponenti monumenti e l’affascinante cultura nuragica, è bene affidarsi ad una guida esperta, che vi farà conoscere una civiltà evolutissima, di cui si è parlato troppo poco in passato.

Altri importanti monumenti, di epoca preistorica o nuragica, di enorme interesse e dal fascino magnetico, che vale la pena visitare, sono le Domus de Janas, i Pozzi Sacri e le Tombe dei Giganti. Anche per scoprire tali monumenti è bene affidarsi a esperte guide archeologiche.
Discorso a parte, lo meritano le magnetiche e imponenti statue dei Giganti di Monte Prama. Di cui abbiamo già parlato a proposito delle leggende e miti sardi.

• Partecipare ai festeggiamenti del “Karrasegare” in Sardegna.

I mesi di gennaio e febbraio in particolare, oltre ad essere tra i più freddi periodi dell’anno, serbano importanti e sorprendenti eventi legati al Karrasegare: il Carnevale.

Sono di enorme interesse ad esempio le manifestazioni ed i riti propri del Carnevale barbaricino, che mescola sacro e profano. Tale periodo dell’anno assume un grandissimo valore antropologico e socio-culturale, a causa della forte impronta identitaria che ha sulle popolazioni locali.
L’inizio del carnevale in Barbagia è sancito dalle danze rituali dei figuranti mascherati, che si svolgono il 16 gennaio, alla vigilia della festa di Sant’Antonio Abate, intorno ai fuochi rituali che vengono accesi nelle piazze dei centri barbaricini.
Diversi paesi hanno le proprie maschere tradizionali.
Le maschere e la sfilata più conosciute, anche oltre i confini isolani, sono quelle proprie del paese di Mamoiada, che festeggia l’inizio del Carnevale il 17 di Gennaio, e dove le figure antropomorfe dei Mamuthones, accompagnate dagli Issohadores inscenano una sfilata suggestiva.

La tradizione prevede che dodici Mamuthones (uno per ogni mese dell’anno), impersonati da vigorosi figuranti locali, procedano a passo ritmato, in due file parallele. I passi solenni e l’incedere a balzi dell’imponente figura ricoperta di pelli nere d’ovino, fanno risuonare fragorosamente i campanacci da bestiame allacciati sulle spalle, del peso all’incirca di 25 Kg.
I Mamuthones hanno il volto coperto dalle viseras, tradizionali maschere nere di legno di pero dai lineamenti grotteschi, intagliate da artigiani locali e spesso dai Mamuthones stessi, dalla quale si intravedono soltanto gli occhi penetranti dei figuranti. Essi indossano inoltre il caratteristico fazzoletto sul capo, detto Muncadore, annodato sotto al mento.
Il loro incedere ha un forte potere magnetico, incutendo nello stesso tempo timore nei presenti: appena i Mamuthones appaiono nel bel mezzo della festa cala un religioso silenzio, la folla si scansa per lasciare spazio ai figuranti ed i bambini scappano impauriti.

Il rituale è completato da un altro costume, stavolta colorato (colori dominanti sono il rosso ed il bianco), degli otto Issohadores. Essi procedono accanto ai Mamuthones, che sorvegliano ed a cui dettano il passo. Inoltre gli Issohadores catturano scherzosamente gli spettatori, mediante un laccio di vimini detto "sa soha", lanciato a mo’ di lazo su figuranti e folla che assiste alla sfilata dei Mamuthones.
Anche gli Issohadores indossano una maschera di legno, detta “sa visera ‘e santu”, dipinta di bianco e dai lineamenti più delicati, in antitesi rispetto a quella nera coi tratti rozzi dei Mamuthones.

Altri paesi dell’interno della Sardegna hanno le proprie maschere antropomorfe ed i propri rituali propiziatori, che potete scoprire trascorrendo i giorni del Carnevale in Sardegna. Vi segnaliamo su tutte i Boes e Merdùles di Ottana ed Thurpos di Orotelli.

In altri comuni sardi, distanti dalla provincia di Nuoro e dalla tradizione atavica del Carnevale barbaricino, si festeggia in maniera suggestiva. Interessante risulta essere l’antichissimo “Karrasegare Osinku”: peculiare carnevale della cittadina marittima di Bosa, sulla costa ovest della Sardegna.
Uno dei nostri modi preferiti di festeggiare il carnevale, consiste nell'assistere alla spettacolare e suggestiva manifestazione equestre della
Sartiglia di Oristano. Si tratta di una corsa alla stella a cavallo, che si corre l'ultima domenica e martedì di carnevale e che prevede rituali e coreografie meravigliosi.
Altri paesi sardi offrono festeggiamenti e manifestazioni più moderne e diffuse, con carri allegorici e danze che coinvolgono tutta la popolazione, come avviene ad esempio nel cuore della Gallura, a Tempio Pausania.

• Festeggiare Natale e Capodanno al mare in Sardegna.

Festeggiare il Natale ed il Capodanno in Sardegna potrebbe rivelarsi un’esperienza inaspettatamente interessante, soprattutto se scegliete una città o località costiera.
Svegliarsi il 25 Dicembre con una vista su un mare azzurro intenso, dopo aver trascorso la vigilia con i propri cari, oppure mescolandosi con gli ospitali abitanti dell’isola nei locali e nei mercatini natalizi, non ha prezzo.
Tra le località che offrono un’ottimale combinazione di tradizione e divertimento sul mare citiamo Alghero, Cagliari, Olbia e Castelsardo: città turistiche che solitamente prevedono anche un calendario di eventi ricchissimo per Capodanno, con manifestazioni varie e concerti in piazza di artisti di fama internazionale.

  Inverno in Sardegna: tutto sui posti da visitare : Leggi Altro

  

Miti e leggende sarde. Mare in tempesta

Origini dei miti sardi

La Sardegna è una isola antica ed enigmatica, ricca di mistero e fascino. Su questa terra, dove sopravvivono riti e tradizioni popolari secolari, si sono tramandati per secoli racconti e leggende la cui origine risulta spesso essere incerta. Scopriamo assieme alcuni interessanti leggende e miti della Sardegna.

I nostri nonni ci han tramandato, nel loro modo di narrare affascinante, sapiente e con grande pathos, racconti di creature fantastiche, eroi ed antieroi del quotidiano, nonché storie che paiono legate a filo doppio con miti e leggende della tradizione antica greca e di epoca romana. A loro volta, i nostri “giajos” (avi) hanno appreso tali racconti attorno ai focolari domestici, dove in antichità si riuniva la famiglia, per tramandarsi i cosiddetti “contos de’ foghile” (i racconti del focolare).

Ogni singolo paese e città della Sardegna ha le proprie leggende e storie, parte del folklore sardo, tramandate di padre in figlio. In Anglona e bassa Gallura, venivano narrate le gesta di “Antoneddu”, un sagace ragazzino alle prese con streghe e orchi, su cui la spuntava grazie alla propria furbizia. Una via di mezzo tra Pollicino ed il piccolo Hans di Hänsel e Gretel.
Inevitabilmente, i racconti hanno subito distorsioni nel corso degli anni, a causa del passaggio orale da generazione in generazione, come tramandate dagli antichi rapsodi, il che ha originato diverse varianti degli stessi racconti.

Altre leggende sono legate a personaggi storici realmente esistiti, le cui gesta sono state enfatizzate in iperbolici racconti popolari. Diversi racconti narrano le imprese di leggendari banditi sardi del passato: briganti isolani che combattevano contro gli eserciti sabaudi, e che non risultavano per niente invisi alla popolazione, anzi! Forzando un paragone, è possibile accostare tali figure ad altre personalità “mitizzate” di fama internazionale, quali Robin Hood o Rob Roy MacGregor.

I banditi più noti e temuti dell’epoca appartenevano ad una famiglia di nobili: i Delitala, nemici giurati dei Savoia. L’esponente più famigerato della casata fu niente di meno che una donna leggendaria: Donna Lucia Delitala Tedde, una sorta di Zorro al femminile. Vissuta nel periodo della guerra di successione spagnola, era rispettata e temuta come una regina guerriera. Una fuorilegge mascherata, animata da un forte sentimento patriottico, ricordata per imprese e gesta eroiche, oltre ché per il proprio carattere pugnace e ribelle. Fu di esempio ed incoraggiamento alla popolazione per combattere per liberarsi dagli oppressori. Perfino la morte di Donna Lucia è tuttora avvolta nel mistero: circolano versioni contrastanti sulle modalità e circostanze in cui venne uccisa.

L’allora viceré Carlo Amedeo Battista di San Martino d’Agliè di Rivarolo, scrisse una lettera al re Carlo Emanuele III, in cui descrisse la banditessa con le seguenti parole: << Non si è voluta sposare per non dipendere da un marito, secondo quanto lei stessa afferma. Ha due mustacchi da granatiere e usa le armi e il cavallo come un gendarm. >>, alimentando così ancor di più la leggenda di Donna Lucia.

Altre leggende legate alla figura di un bandito, diffuse soprattutto nel nordest della Sardegna, narrano le gesta del famigerato Muto di Gallura, figura emblematica e protagonista dell’omonimo romanzo storico dello studioso di Sassari Enrico Costa. Il nome reale dello spietato sordomuto era Bastiano Tansu, assurto alle cronache come uno dei più vendicativi fuorilegge sardi, coinvolto nella feroce faida fra i Vasa ed i Mamia, che insanguinò la Gallura nella metà del XIX secolo. Egli era originario di Aggius, meraviglioso paesino della Gallura interna, nel cui territorio son presenti paesaggi lunari dovuti ad incredibili formazioni rocciose granitiche, conosciuto anche per il “Museo del Banditismo”, che vale la pena visitare.
A seguito della pubblicazione nel 1884 del romanzo dell’autore sassarese E. Costa, intitolato appunto “Il Muto di Gallura”, gli abitanti di Aggius e paesi limitrofi, alimentarono il mito del sanguinario bandito, aggiungendo spesso dettagli coloriti ai racconti sulle sue efferate gesta.

Le vicende di Bastiano Tansu sono state recentemente impresse su pellicola, in un potente film di  Matteo Fresi, presentato nel 2021 alla trentanovesima edizione del Torino Film Festival.

In epoca moderna, diversi capaci e volenterosi autori locali hanno pubblicato raccolte di “contos de’ foghile”, raccogliendo quanti più miti e leggende possibile, facendoseli raccontare dagli ultimi custodi di tali “tesori orali”: persone anziane, spesso facenti parte della nutrita schiera di centenari sardi. Purtroppo, non è possibile raccogliere tutte le leggende ed i racconti popolari sardi, che inevitabilmente cadranno nell’oblio letterario.


Una leggenda che riteniamo di grande interesse, scritta con grande abilità narrativa dalla acuta penna di Gianmichele Lisai, è contenuta nella meravigliosa raccolta di miti e leggende sulla Sardegna “101 storie sulla Sardegna che non ti hanno mai raccontato”, dalla quale abbiamo tratto, parafrasandola, la leggenda di Torco, eroe di Sandalia. Sono evidenti le commistioni con il mondo mitologico dell’antica Grecia:

Prima che si sviluppasse la civiltà in Sardegna, Torco proteggeva l’antica isola dagli attacchi dei nemici provenienti dal mare, che intendevano conquistarla e saccheggiarla. Figlio di Nettuno Dio del mare, Torco era un dotato di una forza leggendaria e grande conoscitore dell’arte marinaresca. Instancabile, sorvegliava le coste della Sardegna a bordo di una imbarcazione fatta di giunchi e canne. Fu egli a notare che l’isola aveva forma di sandalo, battezzandola appunto “Sandalia”. Torco si scontrò diverse volte col potente Atlante, comandante dei pirati del Mediterraneo provenienti dalle coste d’Africa. Le cruenti battaglie tra gli equipaggi di Torco e le ciurme di Atlante finivano sempre allo stesso modo: i valorosi soldati di Sandalia, guidati da Torco, avevano la meglio.


Col passare degli anni, anche Torco invecchiava, nonostante le origini divine. Atlante, nel pieno del proprio vigore, decise di approfittare del decadimento fisico di Torco, per sferrare l’attacco definitivo. Si mise a capo di tutte le ciurme piratesche d’Africa, che condusse fino alle coste di Sandalia per portare a termine il piano di conquista. Qui ebbe luogo una battaglia epica tra i due eserciti del mare. I pirati erano in sovrannumero, e in varie fasi della battaglia riuscirono a sbarcare sulla terraferma. Nonostante l’inferiorità numerica, Torco e i suoi valorosi uomini riuscivano sempre a respingere gli invasori e presero perfino il sopravvento, fino a quando un evento nefasto rovesciò le sorti della battaglia. La nave di Atlante speronò la fragile imbarcazione di Torco, che sprofondò negli abissi marini con tutto l’equipaggio. Gli abitanti dell’isola caddero nello sconforto, poiché senza il valoroso condottiero erano alla mercé dei pirati.


Provvidenziale fu l’intervento di Nettuno, che salvò il figlio esanime soffiandogli in bocca lo spirito del mare, per tramutarlo in tritone: metà uomo e metà pesce. Torco acquisì l’abilità di nuotare in maniera agile e veloce come i pesci del mare. Con rinnovata determinazione e forza si mise a capo dell’esercito di tritoni, coi quali circondò le navi dei pirati. Mediante vigorosi movimenti delle code provocarono onde altissime, che mandarono in frantumi le imbarcazioni degli invasori, facendole naufragare. Ancora una volta l’isola era salva grazie al suo eroe.


La leggenda vuole che ancora oggi Torco e i suoi fedeli tritoni abitino il mare di Sandalia, causando mareggiate impetuose con movimenti possenti delle loro code per segnalare i pericoli provenienti dal mare.

Altre leggende risultano più recenti, o sono state elaborate e riprese nelle teorie scientifiche ed archeologiche di diversi scrittori e studiosi della Sardegna. Probabilmente, la leggenda più affascinante di tutte, è correlata alla teoria dell’affermato giornalista di Repubblica Sergio Frau, che individua nella Sardegna l’Isola di Atlantide!
In un saggio-inchiesta, lo studioso di origini sarde, analizza con grande perizia indizi, numerose analogie geografiche, antropologiche e storiche, tracce di cataclismi su costruzioni nuragiche e reperti archeologici. Tali indagini e deduzioni conducono lo scrittore a formulare la teoria che le mitiche colonne di Ercole, di cui tra gli altri scrive il filosofo della Grecia antica Platone, siano da ricollocare. Frau le localizza nel canale di Sicilia. Partendo da tale presupposto, la leggendaria isola di Atlantide, di cui Platone parla nei ”Dialoghi Timeo e Crizia”, risulta verosimilmente riconducibile alla Sardegna.

Se vi appassiona l’archeologia storica e volete approfondire questa affascinante teoria, potete leggere il saggio di Sergio Frau, intitolato ”Le Colonne d'Ercole”.

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