Cosa fare per Capodanno in Sardegna? Fuochi d'artificio

Cosa fare per Capodanno in Sardegna?

Capodanno in Sardegna è un periodo speciale. Festeggiare la dipartita dell’anno vecchio e l’arrivo di quello nuovo, stilare una lista di buoni propositi in riva al mare, partecipare a concerti e veglioni in compagnia dei nostri cari, sono tutte cose che assumono un fascino del tutto particolare su questa isola magica. Potrete inoltre approfittare dell’occasione per trascorrere un periodo spensierato in una delle nostre ville in affitto per capodanno in Sardegna.

Diverse località isolane offrono solitamente un calendario di eventi ricchissimo, paragonabile a quello dei più importanti capoluoghi italiani, costellato di concerti di star internazionali, appuntamenti culturali, rassegne enogastronomiche e tanto altro. Le città della Sardegna che usualmente prevedono una importante programmazione per San Silvestro sono città dalla doppia anima, cosmopolita e tradizionale. Sono anche centri con una forte vocazione turistica: Cagliari, Sassari, Alghero, Olbia, Castelsardo.

  5 consigli per il tuo Capodanno in Sardegna : Leggi Altro

  

Cosa fare in Sardegna a Novembre? Mare in autunno

Vacanze in Sardegna a Novembre, tutto ciò che devi sapere!

A chi dovesse capitare di avere in calendario ferie nel periodo autunnale, potrebbe chiedersi cosa fare durante tale periodo. Oltre a stare in pigiama a sorseggiare cioccolata calda e vedere serie tv, cose che adoriamo, per il mese di novembre vi suggeriamo di visitare la Sardegna, per diversi buoni motivi che spieghiamo di seguito.

 

Premettiamo dicendo che questa è un’isola speciale, che ha tanto da offrire durante tutto l’arco dell’anno. Le cose da fare in Sardegna nei mesi di settembre, ottobre e perfino novembre sono molteplici.


  • Trasporti e collegamenti con la Sardegna.

Durante la stagione autunnale ed invernale vengono garantiti i principali collegamenti aerei e via mare con la penisola italiana, anche in virtù della politica di Continuità Territoriale, oltre che numerosi voli da e per diverse città europee.

I principali scali aeroportuali sono quelli di Cagliari, Olbia ed Alghero. I porti principali sono a Cagliari, Olbia e Porto Torres.


  • Clima in Sardegna in Autunno.

Le giornate sono solitamente piacevoli anche durante l’autunno, soprattutto nelle località costiere, dove si registrano temperature attorno ai 20° gradi, con piogge poco frequenti, alternate a periodi soleggiati.

Mentre nell’Europa continentale solitamente già si pensa al Natale, noi in Sardegna guardiamo indietro all’estate.

Una leggera escursione termica si registra anche tra nord e sud dell’isola, poiché quest’ultima zona risulta leggermente più mite durante autunno ed inverno, anche perché meno esposta ai venti provenienti da nord e nordovest.

Nell’interno collinare e montuoso le temperature sono più rigide, e potrebbe capitare che a fine novembre si verifichino le prime nevicate sul Massiccio del Gennargentu e sul Monte Limbara, il che potrebbe rivelarsi l’occasione ideale per una piacevole passeggiata sulle pendici imbiancate di tali catene. 

 

  • Vantaggi della destagionalizzazione.

I visitatori provenienti dai paesi mitteleuropei e scandinavi conoscono bene i vantaggi derivanti dal visitare la Sardegna a ottobre e perfino a novembre, rappresentando il gruppo turistico più nutrito durante i mesi autunnali. Si dovrebbe imparare da loro, per godere appieno di un’isola dalle molteplici sfaccettature, più vivibile quando poco affollata, non trascurando gli indubbi vantaggi economici che si hanno rispetto ai mesi estivi, dovuti ai minori costi per l’affitto delle ville e case vacanze con piscina e dei servizi.

 

Continuate nella lettura per scoprire i nostri 5 consigli sull’autunno in Sardegna.

  Cosa fare in Sardegna a Novembre? 5 Consigli : Leggi Altro

  

Inverno in Sardegna, i posti da visitare. Mamoiada, Mamuthones

Riti, tradizioni e mete per l'inverno in Sardegna

Lo sappiamo, potrebbe sembrare strano voler trascorrere una vacanza in inverno in Sardegna.
In realtà, questa isola serba sempre delle sorprese ed è ricca di attrazioni, eventi e cose da fare in ogni stagione, perfino durante quella invernale.

• Sciare in Sardegna.

Probabilmente, se siete amanti della settimana bianca, la Sardegna non è la meta più indicata per voi… anche se, ad onore del vero, esiste un comprensorio sciistico distribuito sui territori di Fonni, Villagrande Strisaili e Desulo. Sorpresi?
Le principali piste di discesa si trovano sulla vetta del Bruncu Spina, parte del massiccio del Gennargentu, e si sviluppano per diversi chilometri nel cuore della provincia di Nuoro, con tanto di impianti di risalita.
La stagione sciistica dura dai 2 ai 3 mesi, solitamente da dicembre a marzo, mesi in cui si verificano abbondanti nevicate, richiamando diverse migliaia di appassionati sardi e non.

• Visitare siti archeologici.

Le possibili attrazioni in Sardegna d'inverno non si limitano di certo alle attività nelle stazioni sciistiche.
La stagione fredda si presta particolarmente alla visita dei siti archeologici, distribuiti in lungo ed in largo su tutta l’isola, da inserire eventualmente in itinerari di trekking e salutari passeggiate all’aria aperta.

In Sardegna si contano tra i 7.000 e gli 8.000 Nuraghi: massicce torri tronco coniche risalenti all’età del bronzo, costruite con massi di pietra di diverse dimensioni, utilizzando tecniche costruttive rivoluzionarie per l’epoca.
Diversi villaggi nuragici sono stati portati alla luce mediante imponenti scavi archeologici, e risultano perfettamente conservati. Vi suggeriamo caldamente di visitare uno dei complessi maggiori. A seconda di dove vi troverete, avrete sicuramente un sito archeologico nelle vicinanze: Nuraghe Arrubiu, Palmavera, Santu Antine, Su Nuraxi, Sa Prisgiona, Nuraghe Losa, Riu Mulinu, eccetera.
Per cogliere l’essenza di tali imponenti monumenti e l’affascinante cultura nuragica, è bene affidarsi ad una guida esperta, che vi farà conoscere una civiltà evolutissima, di cui si è parlato troppo poco in passato.

Altri importanti monumenti, di epoca preistorica o nuragica, di enorme interesse e dal fascino magnetico, che vale la pena visitare, sono le Domus de Janas, i Pozzi Sacri e le Tombe dei Giganti. Anche per scoprire tali monumenti è bene affidarsi a esperte guide archeologiche.
Discorso a parte, lo meritano le magnetiche e imponenti statue dei Giganti di Monte Prama. Di cui abbiamo già parlato a proposito delle leggende e miti sardi.

• Partecipare ai festeggiamenti del “Karrasegare” in Sardegna.

I mesi di gennaio e febbraio in particolare, oltre ad essere tra i più freddi periodi dell’anno, serbano importanti e sorprendenti eventi legati al Karrasegare: il Carnevale.

Sono di enorme interesse ad esempio le manifestazioni ed i riti propri del Carnevale barbaricino, che mescola sacro e profano. Tale periodo dell’anno assume un grandissimo valore antropologico e socio-culturale, a causa della forte impronta identitaria che ha sulle popolazioni locali.
L’inizio del carnevale in Barbagia è sancito dalle danze rituali dei figuranti mascherati, che si svolgono il 16 gennaio, alla vigilia della festa di Sant’Antonio Abate, intorno ai fuochi rituali che vengono accesi nelle piazze dei centri barbaricini.
Diversi paesi hanno le proprie maschere tradizionali.
Le maschere e la sfilata più conosciute, anche oltre i confini isolani, sono quelle proprie del paese di Mamoiada, che festeggia l’inizio del Carnevale il 17 di Gennaio, e dove le figure antropomorfe dei Mamuthones, accompagnate dagli Issohadores inscenano una sfilata suggestiva.

La tradizione prevede che dodici Mamuthones (uno per ogni mese dell’anno), impersonati da vigorosi figuranti locali, procedano a passo ritmato, in due file parallele. I passi solenni e l’incedere a balzi dell’imponente figura ricoperta di pelli nere d’ovino, fanno risuonare fragorosamente i campanacci da bestiame allacciati sulle spalle, del peso all’incirca di 25 Kg.
I Mamuthones hanno il volto coperto dalle viseras, tradizionali maschere nere di legno di pero dai lineamenti grotteschi, intagliate da artigiani locali e spesso dai Mamuthones stessi, dalla quale si intravedono soltanto gli occhi penetranti dei figuranti. Essi indossano inoltre il caratteristico fazzoletto sul capo, detto Muncadore, annodato sotto al mento.
Il loro incedere ha un forte potere magnetico, incutendo nello stesso tempo timore nei presenti: appena i Mamuthones appaiono nel bel mezzo della festa cala un religioso silenzio, la folla si scansa per lasciare spazio ai figuranti ed i bambini scappano impauriti.

Il rituale è completato da un altro costume, stavolta colorato (colori dominanti sono il rosso ed il bianco), degli otto Issohadores. Essi procedono accanto ai Mamuthones, che sorvegliano ed a cui dettano il passo. Inoltre gli Issohadores catturano scherzosamente gli spettatori, mediante un laccio di vimini detto "sa soha", lanciato a mo’ di lazo su figuranti e folla che assiste alla sfilata dei Mamuthones.
Anche gli Issohadores indossano una maschera di legno, detta “sa visera ‘e santu”, dipinta di bianco e dai lineamenti più delicati, in antitesi rispetto a quella nera coi tratti rozzi dei Mamuthones.

Altri paesi dell’interno della Sardegna hanno le proprie maschere antropomorfe ed i propri rituali propiziatori, che potete scoprire trascorrendo i giorni del Carnevale in Sardegna. Vi segnaliamo su tutte i Boes e Merdùles di Ottana ed Thurpos di Orotelli.

In altri comuni sardi, distanti dalla provincia di Nuoro e dalla tradizione atavica del Carnevale barbaricino, si festeggia in maniera suggestiva. Interessante risulta essere l’antichissimo “Karrasegare Osinku”: peculiare carnevale della cittadina marittima di Bosa, sulla costa ovest della Sardegna.
Uno dei nostri modi preferiti di festeggiare il carnevale, consiste nell'assistere alla spettacolare e suggestiva manifestazione equestre della
Sartiglia di Oristano. Si tratta di una corsa alla stella a cavallo, che si corre l'ultima domenica e martedì di carnevale e che prevede rituali e coreografie meravigliosi.
Altri paesi sardi offrono festeggiamenti e manifestazioni più moderne e diffuse, con carri allegorici e danze che coinvolgono tutta la popolazione, come avviene ad esempio nel cuore della Gallura, a Tempio Pausania.

• Festeggiare Natale e Capodanno al mare in Sardegna.

Festeggiare il Natale ed il Capodanno in Sardegna potrebbe rivelarsi un’esperienza inaspettatamente interessante, soprattutto se scegliete una città o località costiera.
Svegliarsi il 25 Dicembre con una vista su un mare azzurro intenso, dopo aver trascorso la vigilia con i propri cari, oppure mescolandosi con gli ospitali abitanti dell’isola nei locali e nei mercatini natalizi, non ha prezzo.
Tra le località che offrono un’ottimale combinazione di tradizione e divertimento sul mare citiamo Alghero, Cagliari, Olbia e Castelsardo: città turistiche che solitamente prevedono anche un calendario di eventi ricchissimo per Capodanno, con manifestazioni varie e concerti in piazza di artisti di fama internazionale.

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Miti e leggende sarde. Mare in tempesta

Origini dei miti sardi

La Sardegna è una isola antica ed enigmatica, ricca di mistero e fascino. Su questa terra, dove sopravvivono riti e tradizioni popolari secolari, si sono tramandati per secoli racconti e leggende la cui origine risulta spesso essere incerta. Scopriamo assieme alcuni interessanti leggende e miti della Sardegna.

I nostri nonni ci han tramandato, nel loro modo di narrare affascinante, sapiente e con grande pathos, racconti di creature fantastiche, eroi ed antieroi del quotidiano, nonché storie che paiono legate a filo doppio con miti e leggende della tradizione antica greca e di epoca romana. A loro volta, i nostri “giajos” (avi) hanno appreso tali racconti attorno ai focolari domestici, dove in antichità si riuniva la famiglia, per tramandarsi i cosiddetti “contos de’ foghile” (i racconti del focolare).

Ogni singolo paese e città della Sardegna ha le proprie leggende e storie, parte del folklore sardo, tramandate di padre in figlio. In Anglona e bassa Gallura, venivano narrate le gesta di “Antoneddu”, un sagace ragazzino alle prese con streghe e orchi, su cui la spuntava grazie alla propria furbizia. Una via di mezzo tra Pollicino ed il piccolo Hans di Hänsel e Gretel.
Inevitabilmente, i racconti hanno subito distorsioni nel corso degli anni, a causa del passaggio orale da generazione in generazione, come tramandate dagli antichi rapsodi, il che ha originato diverse varianti degli stessi racconti.

Altre leggende sono legate a personaggi storici realmente esistiti, le cui gesta sono state enfatizzate in iperbolici racconti popolari. Diversi racconti narrano le imprese di leggendari banditi sardi del passato: briganti isolani che combattevano contro gli eserciti sabaudi, e che non risultavano per niente invisi alla popolazione, anzi! Forzando un paragone, è possibile accostare tali figure ad altre personalità “mitizzate” di fama internazionale, quali Robin Hood o Rob Roy MacGregor.

I banditi più noti e temuti dell’epoca appartenevano ad una famiglia di nobili: i Delitala, nemici giurati dei Savoia. L’esponente più famigerato della casata fu niente di meno che una donna leggendaria: Donna Lucia Delitala Tedde, una sorta di Zorro al femminile. Vissuta nel periodo della guerra di successione spagnola, era rispettata e temuta come una regina guerriera. Una fuorilegge mascherata, animata da un forte sentimento patriottico, ricordata per imprese e gesta eroiche, oltre ché per il proprio carattere pugnace e ribelle. Fu di esempio ed incoraggiamento alla popolazione per combattere per liberarsi dagli oppressori. Perfino la morte di Donna Lucia è tuttora avvolta nel mistero: circolano versioni contrastanti sulle modalità e circostanze in cui venne uccisa.

L’allora viceré Carlo Amedeo Battista di San Martino d’Agliè di Rivarolo, scrisse una lettera al re Carlo Emanuele III, in cui descrisse la banditessa con le seguenti parole: << Non si è voluta sposare per non dipendere da un marito, secondo quanto lei stessa afferma. Ha due mustacchi da granatiere e usa le armi e il cavallo come un gendarm. >>, alimentando così ancor di più la leggenda di Donna Lucia.

Altre leggende legate alla figura di un bandito, diffuse soprattutto nel nordest della Sardegna, narrano le gesta del famigerato Muto di Gallura, figura emblematica e protagonista dell’omonimo romanzo storico dello studioso di Sassari Enrico Costa. Il nome reale dello spietato sordomuto era Bastiano Tansu, assurto alle cronache come uno dei più vendicativi fuorilegge sardi, coinvolto nella feroce faida fra i Vasa ed i Mamia, che insanguinò la Gallura nella metà del XIX secolo. Egli era originario di Aggius, meraviglioso paesino della Gallura interna, nel cui territorio son presenti paesaggi lunari dovuti ad incredibili formazioni rocciose granitiche, conosciuto anche per il “Museo del Banditismo”, che vale la pena visitare.
A seguito della pubblicazione nel 1884 del romanzo dell’autore sassarese E. Costa, intitolato appunto “Il Muto di Gallura”, gli abitanti di Aggius e paesi limitrofi, alimentarono il mito del sanguinario bandito, aggiungendo spesso dettagli coloriti ai racconti sulle sue efferate gesta.

Le vicende di Bastiano Tansu sono state recentemente impresse su pellicola, in un potente film di  Matteo Fresi, presentato nel 2021 alla trentanovesima edizione del Torino Film Festival.

In epoca moderna, diversi capaci e volenterosi autori locali hanno pubblicato raccolte di “contos de’ foghile”, raccogliendo quanti più miti e leggende possibile, facendoseli raccontare dagli ultimi custodi di tali “tesori orali”: persone anziane, spesso facenti parte della nutrita schiera di centenari sardi. Purtroppo, non è possibile raccogliere tutte le leggende ed i racconti popolari sardi, che inevitabilmente cadranno nell’oblio letterario.


Una leggenda che riteniamo di grande interesse, scritta con grande abilità narrativa dalla acuta penna di Gianmichele Lisai, è contenuta nella meravigliosa raccolta di miti e leggende sulla Sardegna “101 storie sulla Sardegna che non ti hanno mai raccontato”, dalla quale abbiamo tratto, parafrasandola, la leggenda di Torco, eroe di Sandalia. Sono evidenti le commistioni con il mondo mitologico dell’antica Grecia:

Prima che si sviluppasse la civiltà in Sardegna, Torco proteggeva l’antica isola dagli attacchi dei nemici provenienti dal mare, che intendevano conquistarla e saccheggiarla. Figlio di Nettuno Dio del mare, Torco era un dotato di una forza leggendaria e grande conoscitore dell’arte marinaresca. Instancabile, sorvegliava le coste della Sardegna a bordo di una imbarcazione fatta di giunchi e canne. Fu egli a notare che l’isola aveva forma di sandalo, battezzandola appunto “Sandalia”. Torco si scontrò diverse volte col potente Atlante, comandante dei pirati del Mediterraneo provenienti dalle coste d’Africa. Le cruenti battaglie tra gli equipaggi di Torco e le ciurme di Atlante finivano sempre allo stesso modo: i valorosi soldati di Sandalia, guidati da Torco, avevano la meglio.


Col passare degli anni, anche Torco invecchiava, nonostante le origini divine. Atlante, nel pieno del proprio vigore, decise di approfittare del decadimento fisico di Torco, per sferrare l’attacco definitivo. Si mise a capo di tutte le ciurme piratesche d’Africa, che condusse fino alle coste di Sandalia per portare a termine il piano di conquista. Qui ebbe luogo una battaglia epica tra i due eserciti del mare. I pirati erano in sovrannumero, e in varie fasi della battaglia riuscirono a sbarcare sulla terraferma. Nonostante l’inferiorità numerica, Torco e i suoi valorosi uomini riuscivano sempre a respingere gli invasori e presero perfino il sopravvento, fino a quando un evento nefasto rovesciò le sorti della battaglia. La nave di Atlante speronò la fragile imbarcazione di Torco, che sprofondò negli abissi marini con tutto l’equipaggio. Gli abitanti dell’isola caddero nello sconforto, poiché senza il valoroso condottiero erano alla mercé dei pirati.


Provvidenziale fu l’intervento di Nettuno, che salvò il figlio esanime soffiandogli in bocca lo spirito del mare, per tramutarlo in tritone: metà uomo e metà pesce. Torco acquisì l’abilità di nuotare in maniera agile e veloce come i pesci del mare. Con rinnovata determinazione e forza si mise a capo dell’esercito di tritoni, coi quali circondò le navi dei pirati. Mediante vigorosi movimenti delle code provocarono onde altissime, che mandarono in frantumi le imbarcazioni degli invasori, facendole naufragare. Ancora una volta l’isola era salva grazie al suo eroe.


La leggenda vuole che ancora oggi Torco e i suoi fedeli tritoni abitino il mare di Sandalia, causando mareggiate impetuose con movimenti possenti delle loro code per segnalare i pericoli provenienti dal mare.

Altre leggende risultano più recenti, o sono state elaborate e riprese nelle teorie scientifiche ed archeologiche di diversi scrittori e studiosi della Sardegna. Probabilmente, la leggenda più affascinante di tutte, è correlata alla teoria dell’affermato giornalista di Repubblica Sergio Frau, che individua nella Sardegna l’Isola di Atlantide!
In un saggio-inchiesta, lo studioso di origini sarde, analizza con grande perizia indizi, numerose analogie geografiche, antropologiche e storiche, tracce di cataclismi su costruzioni nuragiche e reperti archeologici. Tali indagini e deduzioni conducono lo scrittore a formulare la teoria che le mitiche colonne di Ercole, di cui tra gli altri scrive il filosofo della Grecia antica Platone, siano da ricollocare. Frau le localizza nel canale di Sicilia. Partendo da tale presupposto, la leggendaria isola di Atlantide, di cui Platone parla nei ”Dialoghi Timeo e Crizia”, risulta verosimilmente riconducibile alla Sardegna.

Se vi appassiona l’archeologia storica e volete approfondire questa affascinante teoria, potete leggere il saggio di Sergio Frau, intitolato ”Le Colonne d'Ercole”.

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Sposarsi in Sardegna un matrimonio da favola. Spiaggia

Avete mai pensato a quanto sarebbe bello sposarsi in Sardegna? Noi di Sardinia Unlimited abbiamo diverse soluzioni per trasformare il vostro sogno in realtà.

Se siete interessati ad organizzare un ricevimento privato per pochi intimi, mettiamo a vostra completa disposizione le nostre ville esclusive con piscina vicine al mare. Potrete ricevere i vostri ospiti in un bellissimo giardino, ascoltando il suono del mare. La cerimonia potrà essere organizzata a seconda delle vostre esigenze, e potrete trascorrere la successiva luna di miele nella stessa location. Diamo anche l’opportunità di organizzare il catering o di avere a disposizione dei cuochi pronti a soddisfare tutte le vostre esigenze.

Inoltre, vi informiamo che esiste la possibilità di sposarsi con rito civile in Sardegna. Se siete interessati, possiamo mettervi in contatto con un wedding planner per una consulenza, che vi aiuterà nella compilazione di tutte le pratiche previste. Un’altra opzione per il ricevimento è rappresentata da una festa in spiaggia, che può essere organizzata in un hotel che abbia a disposizione una spiaggia privata e dispone di un numero di stanze sufficienti ad ospitare comodamente tutti i vostri ospiti. Se invece preferite un’atmosfera più aperta, potreste optare per una spiaggia pubblica: in tal caso, un nostro specialista vi aiuterà ad ottenere tutte le autorizzazioni necessarie presso le autorità competenti. Saremmo quindi onorati di potervi ospitare in una delle nostre proprietà, dove potrete trascorrere i giorni successivi alla cerimonia con i vostri ospiti più intimi.

Una esperienza elettrizzante potrebbe essere organizzare il matrimonio in barca in Sardegna.

Se invece preferite la campagna al mare, vi è la possibilità di organizzare il ricevimento in una tenuta vinicola o agriturismo. Qui potrete ammirare lo spettacolare paesaggio della Sardegna e vedere da vicino le viti e olivi secolari della Sardegna. In caso di brutto tempo, si può predisporre una grande sala al coperto dove potrete trascorrere il vostro tempo in una location elegante ed esclusiva.

Vi è inoltre la possibilità di unire tutte queste opzioni a vostro piacimento, in modo da costruire il matrimonio dei vostri sogni. Infine, se conoscete già una casa che sembra adatta a voi, non esitate a contattarci. Le ville in Sardegna sono spesso la location perfetta per un ricevimento nuziale, data la vicinanza al mare e la possibilità di trascorrere i vostri momenti più belli in un’atmosfera intima e privata.

Per darvi qualche idea di ville in Sardegna, date un'occhiata a queste strutture:

Villa La Bitta: piscina privata vicina al mare

Villa Smeralda: ad appena 20 metri dal mare

Villa Linayre: villa in affitto a Stintino.

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Stintino un paradiso in mezzo al fantastico mar mediterraneo La Pelosa

Un paradiso in mezzo al mar Mediterraneo

Stintino un paradiso in mezzo al Mar Mediterraneo, si trova a circa 45 km da Sassari, nel nord-ovest della Sardegna, di fronte all'isola Asinara. Nel 1885 gli abitanti di questa isola dovettero abbandonare questo luogo e trovare un nuovo posto dove vivere. Fu così che nacque il piccolo villaggio di pescatori chiamato Stintino. Oggi rappresenta uno dei luoghi più famosi della Sardegna, grazie alle sue meravigliose spiagge e alle bellissime case vacanze in cui è possibile alloggiare. Da Stintino la vista sull'isola dell’Asinara, la vecchia torre e sul mar Mediterraneo è fantastica!

Una delle spiagge più famose della Sardegna è La Pelosa a Stintino. L'acqua ha colori indescrivibili, che vanno dal blu al verde con sfumature di turchese. La sabbia bianca è talmente liscia che si ha la sensazione di camminare su di un manto di ovatta. La spiaggia è attrezzata con lettini e ombrelloni a noleggio e vi sono alcuni chioschi dove potersi ristorare. L'acqua è bassa e digrada lentamente e ciò rende la spiaggia perfetta anche per famiglie con bambini piccoli.

Di fronte alla spiaggia di La Pelosa si trova una vecchia torre, che è stata costruita come difesa dalle invasioni provenienti dal mare. Questa può essere ammirata anche dall'acqua, con una prospettiva unica ed un paesaggio meraviglioso da scoprire e contemplare. L’accesso alla torre non è permesso per motivi di sicurezza.

Oggi l'isola dell' Asinara è conosciuta anche per la presenza di asini bianchi ed è diventata una riserva naturale e marina. È comunque possibile visitare l'isola tramite alcune agenzie, che da Stintino propongono escursioni in barca a vela oppure in fuoristrada o in bicicletta. Fino al 1997 questa isola ospitava una prigione di massima sicurezza, dove venivano detenuti anche noti esponenti della mafia italiana.

Il villaggio di Stintino ha due porti: Porto Mannu e Porto Minore, da dove è possibile fare diversi tour o noleggiare una barca. Stintino offre diverse attività: dalle immersioni al kitesurf o percorsi in kayak. Vi sono inoltre ottimi e rinomati ristoranti aperti durante la stagione, alcuni tutto l‘anno. Vi consigliamo di fare una gita a Stintino oppure affittare una delle bellissime case vacanze in prossimità di questa bella località da sogno, quali:

Il Rifugio del Bandito.

Villa Lynaire

Villa Reina del Mar - che si trova in territorio di Alghero, presso Fertilia.

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Il nord-est dell'isola di Sardegna mare

Il nord-est dell'isola di Sardegna, circondato da un mare splendente turchese ed isole piccole e grandi, costituisce la regione storica della Gallura, con le sue bizzarre formazioni rocciose, le sue colline, e una maestosa catena montuosa. In questo territorio possiamo ancora trovare incantevoli villaggi in zone a volte incontaminate.

Guardando verso il mare, il paesaggio della costa gallurese è vario: acqua verde smeraldo, spiagge di sabbia fine, baie e fantastiche formazioni rocciose che grazie all’azione del vento e del mare, mostrano la loro bellezza ai visitatori. Uno fra questi, il Principe Aga Khan, nel 1960, dopo aver scoperto la piccola area costiera tra Cala Razza di Giunco ​​e la baia di Poltu Quatu decise di fondare quella che sarebbe diventata la Costa Smeralda. In pochi anni, la Costa Smeralda divenne il paradiso di stelle del cinema e personalità importanti.

La Costa Smeralda è il posto perfetto per godersi l'esclusività, il lusso e la classe. Essa di certo non sfigura di fronte a mete più blasonate come Malaga, la Costa Azzurra, Monaco e Sanremo, grazie al suo incomparabile mare blu turchese, le sue insenature mozzafiato e il suo lusso elegante.

Ritornando verso l’interno, possiamo ammirare una natura incontaminata, assieme ad affascinanti e deserte terre di nessuno ancora oggi impenetrabili. La fitta macchia, la roccia fragile e nuda, formano affascinanti formazioni che ricordano in alcune aree un paesaggio lunare.

Pubblicizzati in ogni guida turistica, ma ancora da esplorare e scoprire sono la possente catena montuosa del Limbara - dove tra pietra e sughero è possibile camminare intorno a boschi di roverella, grotte e valli fluviali profondamente incise - ma anche la piccola città affascinante di Tempio Pausania situata ai piedi del Limbara. La piccola e idilliaca capitale della Gallura presenta un pittoresco centro storico con viali di granito locale. Il cuore della città batte per le strade e le grandi piazze del centro: da Piazza Gallura a Via Roma, da Piazza Don Minzoni a Via Manno e da Piazza Purgatorio a Via Monti Masa. Rinomata per le sue fonti d’acqua curative, Tempio è la meta ideale per rilassarsi nelle giornate di calura estiva.

Per chi è interessato al turismo storico, può visitare la casa museo di Giuseppe Garibaldi, l'eroe del risorgimento italiano, sull’isola di Caprera. Da qui è possibile visitare tutto il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena con le sue acque cristalline. Più a ovest possiamo invece trovare Santa Teresa Gallura, borgo di poche migliaia di abitanti, caratteristico e privilegiato grazie alla sua posizione a pochi passi dalla Corsica. Sia per gli amanti del mare che della montagna, il nord est della Sardegna rappresenta quindi un territorio ideale per trascorrere le proprie vacanze.

Alcune ville ideali per esplorare la Gallura sono:

Villa Mariù e Amelie

Villa Janas Eterea

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Alghero città catalana ricca di fascino panorama

Città catalana ricca di fascino

Alghero è una città catalana ricca di fascino, che si trova nella costa nord-occidentale della Sardegna. Si tratta di una città particolare poiché, essendo stata colonia del regno spagnolo, possiamo trovare tracce della cultura e tradizione catalana in ogni angolo della città. Anche i nomi delle strade riflettono questa influenza poiché sono scritte in lingua catalana ed italiano. Vi potrà capitare di sentire alcune persone parlare in lingua catalana, variante del catalano orientale. Anche i menù nei ristoranti sono spesso scritti in catalano e tradotti in italiano e inglese.

Alghero è una meravigliosa città che si affaccia sul Mar Mediterraneo, con un bellissimo centro storico e massicce mura di fortificazione. Assolutamente consigliato visitarla almeno una volta! Troverete tanti bei locali, ristoranti, piccoli negozi e diverse manifestazioni culturali. Le mura con i vecchi cannoni utilizzati per la difesa della città sono di impressionante bellezza. Nel centro storico si trovano molti negozi e gioiellerie dove poter acquistare i gioielli realizzati in Sardegna con il famoso corallo di Alghero, noto come uno dei migliori e più costosi del mondo.

Dal porto turistico di Alghero si possono fare diverse escursioni in barca. Per esempio si può avere la fortuna di osservare i delfini, che spesso si trovano nelle acque algheresi, oppure si possono visitare le Grotte di Nettuno a Capo Caccia. Si tratta di grotte tra le più famose in Italia, dove si può ammirare come l'acqua ha eroso le rocce nel corso degli anni ed i processi di formazione carsica. È possibile raggiungerle anche a piedi da Capo Caccia, poiché vi sono degli scalini in pietra che conducono fino alla grotta. Dalla vetta si può godere di una vista spettacolare sul mare.

Vicino Alghero si può visitare un altro sito culturale della zona: il nuraghe di Palmavera. Si tratta di un complesso nuragico costituito da un corpo centrale con due torri le quali furono distrutte in seguito ad un incendio probabilmente nel VIII sec. a.c.

Alghero offre anche bellissime spiagge sabbiose: il litorale lungo la città, il lido; la spiaggia de Le Bombarde; quella di Maria Pia fino alla Pineta Mugoni e Capo Caccia. Se soggiornate ad Alghero per più di un giorno, vi consigliamo di fare un'escursione a Stintino, una vicina località turistica, dove vi sono alcune spiagge di sabbia bianca e fine, che rendono il paesaggio veramente indimenticabile!
Dal porto turistico è possibile noleggiare una barca per visitare le falesie e le calette di Capo Caccia, per lo più raggiungibili per mare o dopo una bella passeggiata.

Alcune ville adatte alla scoperta del territorio sono:

Villa Il Rifugio del Bandito;

Villa Linayre.

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Isola Tavolara e Cala Brandinchi Panorama

Una delle spiagge più belle del nordest della Sardegna

Isola Tavolara e Cala Brandinchi sono delle località che si trovano all'interno dell’Area Marina Protetta di Tavolara, nella parte di costa nord-orientale della Sardegna che da Capo Ceraso arriva fino a Capo Coda Cavallo, abbracciando le isole di Tavolara, Molara, e Molarotto. Tavolara e Cala Brandinchi ne costituiscono probabilmente la parte più conosciuta e più bella.

Questo ampio tratto di terra e mare comprende una tra le spiagge più belle e rinomate della Sardegna: Cala Brandinchi, che è stata diverse volte dichiarata la spiaggia più bella della Sardegna e tra le più belle spiagge del mondo. Quando visiterete questa spiaggia vi sembrerà di essere in Polinesia o ai Caraibi, in un vero e proprio Paradiso! Sabbia bianca e finissima, acqua cristallina e fondale basso.

Per raggiungerla si percorre la Strada Statale 125 da San Teodoro verso nord, si svolta poi per Capo Coda Cavallo e poi si prosegue dritti, finché non si arriva ad una strada sterrata che porta fino a “Salina Bamba” dove è possibile parcheggiare la vettura e continuare a piedi fino alla spiaggia.

Appena si scende dall’auto la sensazione che si ha è proprio quella di essere immersi nel giardino dell’Eden, in un Paradiso! Si è subito assaliti dai profumi delle piante tipiche della macchia mediterranea e dalla brezza di questo mare stupendo. In particolare in bassa stagione, la spiaggia si presenta in tutta la sua bellezza incontaminata.

Cala Brandinchi è attrezzata per i turisti, i quali trovano servizio per noleggio di sdraio e ombrelloni, noleggio kayak, canoe e gommoni. Vi è inoltre un’area dove vi è uno stagno ed una pineta, luogo ideale per appassionati di birdwatching, data la presenza di specie particolari di uccelli, quali i bellissimi fenicotteri rosa della Sardegna.

Anche l'isola di Tavolara riserva delle bellezze naturalistiche, e anche dei misteri, come quello del drago di Tavolara: alcune persone giurano di aver visto una creatura simile ad un drago sorvolare l'isola...

Da Cala Brandinchi si può raggiungere a piedi la bellissima spiaggia di Lu Impostu, dove è facile trovare una sistemazione per soggiornare in questi fantastici luoghi. Vi sono, per esempio, numerose ville in affitto sul mare, che vi permetteranno di visitare questi luoghi in totale indipendenza e godere di bagni al tramonto proprio quando alla sera la spiaggia si spopola

Consigliamo vivamente la - Villa Sogno Indaco e - Villa Zaffran: lussuosa proprietà vicino alla spiaggia. Basi ideali per esplorare questa zona dell'isola.

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Le 5 spiagge più belle della Sardegna Verde Smeraldo

Qual è la spiaggia più bella della Sardegna?

Sardegna, un’isola unica al mondo, uno scrigno colmo di gemme naturalistiche di rara bellezza. Molti definiscono la Sardegna come un mini continente. Di fatto, sono presenti diversi ecosistemi e una varietà geografica tipicamente continentali, piuttosto che attribuibili ad un’isola: colline, pianure, montagne, coste rocciose, spiagge paradisiache, arcipelaghi da sogno… e perfino ampie zone desertiche ed una stazione sciistica. Il tutto racchiuso in un variopinto fazzoletto di 24.000 km2 di terra.

Oggi ci concentriamo esclusivamente sulle meravigliose spiagge.

Chi non ha mai sentito parlare delle distese di sabbia bianca, del mare coi colori che vanno dal verde smeraldo intenso al turchese chiaro della Sardegna!? Le spiagge con queste caratteristiche sono innumerevoli sull’isola, ed equamente distribuite tra costa nord, sud, ovest, est.

Se chiedessimo ai locali di fare una classifica delle 5 spiagge più belle della Sardegna, riceveremmo una risposta diversa per ciascun interlocutore! Mai come in questo caso il vecchio adagio sardo pare appropriato: “Chentu concas’, chentu berrittas’!” (tradotto letteralmente: cento teste, cento copricapi tipici sardi!, a testimoniare che ognuno ha la propria idea sull’argomento).


È quasi impossibile stabilire quali siano le spiagge più belle, tante ve ne sono degne di nota. Di fatto, senza scomodare questioni affettive o legate ai nostri ricordi, sono troppi gli elementi che concorrono nel rendere gradevole ai nostri sensi un determinato tratto di costa. A cui si aggiungono diversi fattori variabili, ad esempio le condizioni meteo, il periodo dell’anno o addirittura l’orario in cui visitiamo una determinata spiaggia sono tra essi. Basti pensare alla differenza cromatica dell’acqua determinata dall’incidenza dei raggi solari durante le diverse ore della giornata.

Ancora più difficile, se non impossibile è quindi decretare la spiaggia numero uno, la più bella tra le belle, senza rischiare di riattizzare ataviche guerre campanilistiche (per fortuna solo verbali).

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